ARRESTATI I PRESUNTI KILLER DELL'ON.LE FRANCESCO FORTUGNO
VOGLIAMO SAPERE CHI SONO I MANDANTI, PERCHE' L'HANNO AMMAZZATO
Abbiamo
visto il volto del presunto killer dell'onorevole Francesco Fortugno.
A cinque mesi dalla barbara uccisione
del vice presidente del Consiglio della Regione Calabria, la procura
distrettuale antimafia ha scoperto il nucleo armato che lo ha
ucciso.
Ed il movente? ed i mandanti?
Per il Procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso "gli arresti, rappresentano solo un primo
risultato delle indagini sull'assassinio di Fortugno. Un punto di
partenza e non di arrivo per un'inchiesta che porterà ad altri
importanti risultati. A breve speriamo di giungere
all'identificazione dei mandanti".
Vi offriamo un contributo circa alcune dichiarazione di eminenti
esponenti della politica italiana, lasciando agli investigatori il
compito di proseguire le indagini e pervenire alla verità. Lo chiede
la famiglia, lo chiede la società civile che continua a piangere i
delitti di mafia che come un tam-tam riempiono il tempo della nostra
esistenza.
PISANU: I risultati migliori contro la 'ndrangheta non si ottengono con la militarizzazione del territorio, ma con l'affinamento della capacità investigativa, con la caccia ai latitanti, con la lotta all'inquinamento delle amministrazioni e degli appalti pubblici, con l'aggressione sistematica ai patrimoni illeciti ed ai grandi affari di mafia.
RUTELLI: Noi vogliamo che emergano non solo le responsabilità materiali ma anche i mandanti e le motivazioni di questo delitto terribile. La liberazione dalle mafie e dalla paura, dell'ingerenza di chi vuole legare intimidazione e affari è una lunga battaglia. Ma io ho visto negli occhi di tanti ragazzi, di tanti studenti la voglia di ribellarsi e di non accettare quella paura.
CASINI: E' un successo che testimonia l'intensa e continua attività di contrasto alla criminalità organizzata che occorre proseguire con determinazione per riaffermare i valori di legalità dello Stato.
VIOLANTE: E' un segno importante e dobbiamo ringraziare forze di polizia e magistratura per il loro lavoro. La repressione è indispensabile ma da sola però non è sufficiente. Ci vuole e deve crescere una cultura della legalità.
LOIERO: Adesso vanno individuati i mandanti. Tutti hanno diritto di sapere la verità fino in fondo, in primo luogo la famiglia. Per cui chiunque ritiene di conoscere qualcosa che va al di là di quello che gli inquirenti hanno appurato fino ad oggi, dovrebbe avere il dovere civico di parlare con i magistrati.
MANTOVANO: La 'ndrangheta non è una realtà con la quale la popolazione calabrese debba rassegnarsi a convivere; essa, come altri gruppi mafiosi, può e deve essere progressivamente disarticolata.