Bovalino, 6 febbraio 2006

Quando succede un incidente stradale sulla frequentatissima via XXIV Maggio - dal mese di ottobre l’Amministrazione Comunale ha deciso di farla a senso unico, nonostante il parere contrario dei commercianti  -   è come se il film, sempre  drammatico e fortunatamente  non tragico, l’avessimo visto un mese prima, un anno prima, per tre, quattro, cinque volte consecutive.
Ieri sera, teatro dell’incidente non è stato l’incrocio, sempre più pericoloso, della via La Cava con la via XXIV Maggio, bensì il tratto stradale adiacente la Scuola Media che è insiste sempre sulla XXIV maggio. Alle sedici, nei giorni dispari, dalla scuola escono più di trecento bambini. Sono quelli che ritornano tra i banchi per il Piano Formativo. Sono ragazzini e sempre, quando suona la campanella (a Bovalino da più di cinque anni la campanella è stata sostituita per l’entrata e l’uscita con l’inno di Mameli) per loro è una liberazione e sfogano la gioia con grida e corse: finalmente “fuori”, all’aperto, lontani dai banchi. E’ stato proprio per questa spinta di euforia che uno studente di terza media, ha attraversato di corsa le strisce bianche andando a finire contro  il parafango di un’auto che aveva appena superato il pulmino, ancora fermo. L’autista che era alla guida dell’autovettura si è accorto dell’accaduto a seguito dell’urto che comunque è stato abbastanza forte. Il bimbo è stato immediatamente soccorso dall’autista, dai suoi amici, dal preside e dai professori che sono accorsi sul luogo dell’incidente proprio accanto al cancello della scuola. Il bambino è stato amorevolmente intrattenuto dai suoi insegnanti che lo hanno rincuorato ed assicurato. Dopo pochissimo sono arrivati gli agenti del Commissariato di Polizia di Bovalino e  l’ambulanza. Il fanciullo è stato trasportato immediatamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale civile di Locri, allertato per il primissimo intervento e da qui trasferito in Ortopedia per una frattura al ginocchio destro. 

Un incidente, conclusosi in modo positivo per lo studente che però pone diversi interrogativi, (li abbiamo raccolti subito dopo l’incidente,  espressione di genitori e passanti che si sono fermati per rendersi conto dell’accaduto),  che necessitano di una risposta adeguata. Come mai all’uscita della scuola, nel pomeriggio, non si provvede a regolamentare il traffico. Perché per un evento (l’uscita dei ragazzi) che dura soltanto 15 minuti non si attivano procedure adeguate quali, ad esempio, l’interruzione del traffico? Perché i pulmini fanno il servizio sulla via XXIV Maggio e non sul corso Garibaldi, dividendo il flusso di uscita? Pur conoscendo le difficoltà in cui si trova  la polizia municipale per la cronica carenza di personale, sarebbe giusto e rispettoso della vita umana fare tutto il possibile affinché per mezz’ora, tre volte la settimana, tre assistenti al traffico si occupassero del traffico presso le scuole. Alla fine di tutto però c’è la questione del senso civico che dovrebbe essere patrimonio di ogni singolo cittadino. Sia all’entrate che all’uscita della scuola i genitori dei bambini, potendo, entrerebbero con la macchina nel giardino della scuola; tutti hanno una fretta del diavolo e non hanno  la pazienza di rallentare la corsa per dieci minuti; le macchine fanno a gara per superarsi a vicenda e gli ingorghi sono quindi naturali e pericolosi. In questo senso, una maggiore vigilanza anche da parte di Carabinieri e Polizia di Stato sarebbe auspicabile.

Allo studente gli auguri di una rapida guarigione e di un immediato ritorno tra i banchi di scuola.

Domenico Agostini