QUINTA LEZIONE ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE ALL'IMPEGNO SOCIALE E POLITICO
"DON GIORGIO PRATESI" DELLA DIOCESI DI LOCRI-GERACE

“Coerenza cristiana e consenso politico”, questo il tema della quinta lezione della Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico “don Giorgio Pratesi” della Diocesi di Locri-Gerace, in programma per lunedì 12 marzo, alle ore 19.00, presso il Seminario Vescovile di Locri. Relazioneranno sul tema: l’On.le Franco Monaco (politologo, già presidente dell'Azione Cattolica Ambrosiana dal 1986 al 1992, eletto alla Camera nel 1996 e nel 2001 sotto le insegne dell'Ulivo, e stretto collaboratore di Romano Prodi) e S.E. Rev.ma Mons. Domenico Graziani (Arcivescovo di Crotone, membro della Commissione Episcopale per le migrazioni della C.E.I e Delegato della Conferenza Episcopale Calabra per i problemi sociali e del lavoro).

L’argomento è di straordinaria attualità. Certamente, il dibattito sui Di.Co., il Disegno di Legge del Governo sulle persone conviventi, ha riportato alla ribalta la questione dei fedeli laici impegnati in politica e su come debbano conciliare appartenenza ecclesiale e impegno nelle istituzioni pubbliche. Il tema, però, è di particolare interesse anche per quanto riguarda l’impegno politico nella nostra terra di Calabria e, in special modo, nella Locride. Quali sono i compromessi a cui un politico cristiano può scendere? Nella ricerca del consenso, indispensabile nell’agire politico, fin dove il cristiano laico può spingersi? La testimonianza cristiana in politica quali rinunce richiede?

Proprio l’anno scorso, nel corso della Settimana Sociale delle Chiese di Calabria, i Vescovi della nostra regione denunciavano: “la Chiesa calabrese è lodata e stimata. A parole, è dichiarata un punto sicuro di riferimento. Ma poi, tal voce non entra nelle sedi decisionali, non trova eco là dove si compiono le grandi scelte per il futuro della nostra terra”. Papa Benedetto XVI, poi, nel corso della visita in Vaticano del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, così si esprimeva: “i fedeli laici agendo con piena responsabilità e facendo uso del diritto di partecipazione alla vita pubblica, si impegnano con gli altri membri della società a "costruire un giusto ordine nella società" (ibid.). Nella loro azione, peraltro, essi poggiano sui "valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano" (ibid.), riconoscibili anche attraverso il retto uso della ragione”.