Sul ruolo dell'Associazione dei Sindaci interviene Mario Mazza. sindaco di Gioiosa J.
Gioiosa Jonica, 14 maggio 2008
Sul ruolo e sulle competenze dell’Associazione dei Sindaci interviene con una robusta riflessione il sindaco di Gioiosa Jonica Mario Mazza il quale affronta i problemi inerenti all’organismo costituito da diversi anni dando atto al collega Galluzzo, Sindaco di Gerace di avere “acceso con coraggio e correttezza un serio dibattito sulle funzioni e sulle prospettive che deve avere un organismo che è stato costituito come punto di coordinamento e di interfaccia politica al fine di affrontare in modo unitario i gravissimi problemi gravanti sul comprensorio in cui ricadono i 42 comuni della fascia jonica reggina”. Mario Mazza sa bene che l’Associazione nasce dalla necessità di trovarsi insieme per coagulare diverse energie per un confronto ed una programmazione concreta e fattibile che rilanciasse la Locride” ma, purtroppo, nonostante siano trascorsi tanti anni la Locride “non è riuscita a trovare la via maestra, né si sono trovate adeguate risposte alle tante necessità del nostro circondario”, Vi è stata, dice Mazza, “un’azione parziale, lenta che non è stata capace di aggredire gli ostacoli di natura geografica, economica e sociale della nostra zona”, per questo motivo “L’Associazione dei sindaci con umiltà, deve interrogarsi sui ritardi e gli errori del passato e soprattutto deve avere la capacità di guardare la futuro attraverso nuovi percorsi e nuovi strumenti operativi per essere al passo coi tempi ed affrontare adeguatamente le sfide che ci attendono anche modificando la struttura organizzativa che a ben vedere è diventata referente di se stessa”. Nel suo ragionamento il sindaco di Gioiosa bacchetta l’Associazione “ sui molti ritardi accumulati: la realizzazione della Bovalino-Bagnara, la mancata costruzione del Palazzo di Giustizia di Locri, la fallita ristrutturazione della Casa circondariale ma soprattutto, afferma Mazza, vi è stato un silenzio agghiacciante riguardo la soppressione dell’ASL n° 9 ed il suo accorpamento a quella di Reggio Calabria”, così come i rappresentanti dei 42 comuni avrebbero dovuto intervenire con forza sulla dissennata gestione dell’ATO 5 e della Sorical che hanno imposto tributi di vario genere, aggravando la già precaria situazione finanziaria della stragrande maggioranza dei cittadini e provocando il collasso nei bilanci comunali senza peraltro offrire servizi adeguati o utilizzare fondi per risolvere problemi atavici quali l’ammodernamento delle fatiscenti reti idriche e fognarie dei comuni o la costruzione di nuovi ed efficienti depuratori”. Un grido d’allarme, quindi, ma anche la speranza “che tutti i sindaci prendano consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità e si convincano che il futuro dei nostri giovani è riposto nelle sagge scelte che ognuno è chiamato ad operare per il bene di tutti”.