Omicidio Francesco Fortugno. Rinviato all'11 luglio il processo.
E' iniziato presso il Tribunale di Locri il procedimento per l'omicidio del Vice Presidente del Consiglio della Regione Calabria, barbaramente ucciso il 16 ottobre 2005. Restano in carcere i presunti mandanti ed esecutori.
Il processo è stato rinviato all'11 luglio
prossimo. Lo ha deciso il Presidente della Corte d'Assise
Olga Tarzia che ha avuto difficoltà, in video conferenza, di
far seguire il proceso dal carcere di terni dove è rinchiuso
uno degli imputati,, Vincenzo Cordì, indicato come uno dei
capi dell'anonima cosca della 'ndrangheta.
Salvatore Ritorto, ritenuto l'esecutore materiale, e Domenico Audino, Carmelo Dessì, Carmelo Crisalli e Nicola Pitari furono tratti in arresto nel mese di marzo del 2006 dalla Polizia di Stato. Due mesi dopo, il 21 giugno, le indagini portarono all'arresto del presunto mandante, l'infermiere Alessandro Marcianò, 55 anni, caposala dell'ospedale di Locri. Insieme con lui coinvolto anche il figlio, Giuseppe, 27 anni, che si trovava già in carcere perché indagato per altri reati.
La Quinta sezione penale della Cassazione ha stabilito che Alessandro e Giuseppe Marcianò debbano restare in carcere.
Dovrebbero essere oltre trecento i testimoni chiamati a deporre, tra accusa e difesa, al processo. Tra loro dovrebbero figurare anche esponenti politici nazionali e regionali.
Francesco Fortugno venne ucciso poco dopo le 17,15 di domenica 16 ottobre 2005. L'uomo politico stava lasciando Palazzo Nieddu-Del Rio dove era stato allestito uno dei due seggi cittadini per le Primarie dell'Unione quando venne affrontato nell'androne dell'edificio da un killer che esplose contro di lui diversi colpi di pistola calibro 9 alla presenza di alcune persone. Nel processo contro i presunti responsabili del delitto si sono costituiti parte civile la Regione Calabria ed il Comune di Locri.
Salvatore Ritorto, ritenuto l'esecutore materiale, e Domenico Audino, Carmelo Dessì, Carmelo Crisalli e Nicola Pitari furono tratti in arresto nel mese di marzo del 2006 dalla Polizia di Stato. Due mesi dopo, il 21 giugno, le indagini portarono all'arresto del presunto mandante, l'infermiere Alessandro Marcianò, 55 anni, caposala dell'ospedale di Locri. Insieme con lui coinvolto anche il figlio, Giuseppe, 27 anni, che si trovava già in carcere perché indagato per altri reati.
La Quinta sezione penale della Cassazione ha stabilito che Alessandro e Giuseppe Marcianò debbano restare in carcere.
Dovrebbero essere oltre trecento i testimoni chiamati a deporre, tra accusa e difesa, al processo. Tra loro dovrebbero figurare anche esponenti politici nazionali e regionali.
Francesco Fortugno venne ucciso poco dopo le 17,15 di domenica 16 ottobre 2005. L'uomo politico stava lasciando Palazzo Nieddu-Del Rio dove era stato allestito uno dei due seggi cittadini per le Primarie dell'Unione quando venne affrontato nell'androne dell'edificio da un killer che esplose contro di lui diversi colpi di pistola calibro 9 alla presenza di alcune persone. Nel processo contro i presunti responsabili del delitto si sono costituiti parte civile la Regione Calabria ed il Comune di Locri.