minacce al fratello ed alla vedova dell'on.le francesco fortugno. un rudimentale ordigno e' stato fatto esplodere all'interno dell'ospedale di siderno. nessun ferito. gli inquirenti indagano a tuTto campo
Bovalino, 14 dicembre 2006

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dicembre, sono le 12,15. Alla Stazione dei Carabinieri di Siderno
squilla il telefono. Il piantone non tarda a rispondere. Dall’altro
capo del telefono una voce perentoria, quasi certamente artefatta,
comunica: “All’ospedale di Siderno, sta per scoppiare una bomba. I
dettagli sono scritti su di un foglio che troverete nella postazione
telefonica pubblica …..”. Il militare non ha nemmeno il tempo di
trattenere l’interlocutore perché riattacca. L’allarme, comunque,
scatta subito e mentre una pattuglia parte alla volta
dell’ospedale, due carabinieri si avviano verso la postazione
telefonica, a pochi passi dalla Caserma. La pattuglia che a sirene
spiegate giunge all’Ospedale, può soltanto constatare che l’ordigno
è esploso un minuto prima, senza provocare danni né alle cose né
alle persone. Il Carabiniere che ha raggiunto il telefono pubblico,
trova un foglio. Nonostante la pioggia, è in buone condizioni. Lo
scritto è una minaccia nei riguardi del Direttore Sanitario
dell’ospedale Domenico Fortugno, fratello del Vice Presidente del
Consiglio regionale ucciso il 18 ottobre dello scorso anno, e
dell’onorevole Maria Grazia Laganà, vedova Fortugno.
La notizia raccolta dall’Ansa, fa il giro del mondo, mentre il
Comandante Territoriale dei Carabinieri di Locri, tenente
colonnello Francesco Iacono, prontamente informato attiva tutte le
procedure richieste da eventi delittuosi così eclatanti e raggiunge
il nosocomio sidernese.
La constatazione immediata è che l’esplosione non ha nemmeno
incendiato il cassonetto in cui si trovavano scatole di medicinali e
materiale cartaceo: un segno evidente delle intenzioni dei
malviventi mirante a non provocare danneggiamenti o addirittura
disastri ma inviare un messaggio direttamente al giovane fratello
dell’on.le Francesco Fortugno ed alla vedova Fortuno, onorevole
Maria Grazia Laganà. Le indagini sono state affidate dalla Procura
Antimafia di Reggio Calabria ai sostituti procuratori Scuderi e
Andrigo già titolari dell’indagine sull’assassinio dell’on.le
Francesco Fortugno.
Il fatto, di per sé molto grave e che turba ancora di più i
cittadini laboriosi e ossequiosi della legalità dell’intera Locride
e della Calabria tutta, è reso più inquietante dalla considerazione
che Domenico Fortugno, a quanto ci è dato sapere, non ha ricevuto
mai minacce o intimidazioni. Egli è una persona perbene, molto
garbata, eccezionale!, come si dice di una persona che ha
comportamenti civili e squisiti, e trascorre la propria vita tra
Ospedale e casa (abita a Bovalino con la moglie Avv. Giuliana
Ferraro e la figlia). Il dott. Fortugno, è genero del cardiologo
Francesco Ferraro e nipote dell’Ufficiale Sanitario di Bovalino
Vincenzo Caccamo. Attestati di solidarietà sono stati inviati
dall’Amministrazione Comunale e da Associazioni Culturali di
Bovalino e di tutta Italia.
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