Navi e Veleni - La
Prestigiacomo non riceve l’assessore Greco
Peppe Crupi
Locri, 18 ottobre 2009
Succede anche questo. L’assessore
regionale all’ambiente Greco bussa alla porta, il ministro all’ambiente
Prestigiacomo risponde picche: “Ricevo solo su appuntamento”. Proclami,
nient’altro che proclami almeno finora dal Governo centrale. La nave dei veleni
recentemente rinvenuta a largo di Cetraro, così come l’emergenza ambientale che
investe in lungo e in largo la Calabria, continua a rimanere solo una questione
regionale, a differenza di quanto è avvenuto per i rifiuti in Campania o per
altre emergenze ambientali che hanno colpito in passato il Paese. “Evidentemente
– mastica amaro l’assessore regionale - i rifiuti si vedono nelle strade, nelle
vie, nelle piazze. Quello che c’è in fondo al mare, seppur considerato
radioattivo e pericolosissimo per la salute pubblica e l’ecosistema non è in
mostra e per Palazzo Chigi si può attendere”. A Silvio Greco va dato il merito
di aver veramente preso a cuore, di star lavorando con tutte le sue forze e con
dovuta competenza per affrontare lo stato di emergenza che si è venuto a galla
dopo anni di abusi ed uso scellerato del territorio. “Per noi calabresi –
sottolinea l’assessore – è una vera e propria campagna di civiltà, ma l’assenza
dello Stato è diventata ormai a dir poco scandalosa”. Greco lo ha ribadito
davanti a microfoni e taccuini convocando i giornalisti a Palazzo Campanella,
partendo da Crotone. “Crotone – ha spiegato - rappresenta una ferita aperta
della mia azione amministrativa, ma è anche il primo risultato che sono riuscito
a portare a casa. Al termine di un anno e oltre di trattative con il Ministero
dell’Ambiente siamo riusciti ad ottenere la bonifica dell’area della Pertusola”.
In merito al sequestro dei 22 siti dove sarebbe stato depositato l’agglomerato
idraulico catalitico, residuo di lavorazione della Pertusola, Greco ha reso noto
che l’Arpacal, ha istituito un gruppo di lavoro assieme all’Istituto superiore
di Sanità ed al Ministero della Salute per un piano di monitoraggio ambientale.
“L’Asp di Crotone - ha aggiunto l’assessore - ha avviato uno screening medico
che coinvolgerà tutti gli studenti delle scuole oggetto di verifica ambientale.
Ci avvarremo, su questo, di un supporto scientifico qualificato, grazie
all’aiuto di un comitato composto da quattro oncologi nazionali e due calabresi.
Il gruppo si occuperà di validare tutte le azioni che le Asp promuoveranno sul
territorio regionale. Io stesso affiancherò questa speciale unità di crisi,
composta dalle Asp, dall’Arpacal e da questo comitato. Fino a quando resterò
assessore sarò un giorno e mezzo la settimana a Crotone, e un giorno tra Cetraro
e Amantea”. Prima di affrontare la questione nave dei veleni, Greco si è
soffermato sui nefasti dell’azienda Marlane di Praia a Mare “c’é stato un forte
utilizzo di solventi che nel tempo hanno avvelenato gli operai. Si è venuti a
conoscenza che dentro lo stabilimento tutto il sottosuolo è interessato dal
seppellimento di sostanze tossiche nocive e sulla vicenda c’é un gruppo di
lavoro al quale stanno partecipando le Aziende sanitarie della nostra zona e
della Basilicata, per predisporre uno studio riguardante i picchi di incidenza
di neoplasie rispetto a contaminazioni di vario tipo”. Poi le navi dei veleni,
partendo dalla replica alla presa di posizione dell’ex parlamentare Giacomo
Mancini, esponente del Pdl, che ha attaccato la Regione Calabria. “Ritengo
questa vicenda troppo seria e intendo rispondere a quelle persone che utilizzano
questo argomento per avere visibilità - ha detto l’assessore regionale -.Voglio
ricordare all’on. Mancini che la Regione non ha alcuna competenza in materia di
rifiuti tossici radioattivi o di presenza di radionuclidi. E non avere
competenze significa che la legge non riconosce la possibilità di intervenire e
che quindi la Regione non è dotata di strumenti. Se come dice Mancini è così
facile stabilire il contenuto delle navi come mai il Governo non è venuto a
dirci se in quella nave ci sono sostanze radioattive o meno”. “E’ dunque una
richiesta - ha aggiunto Greco - che l’on. Mancini doveva rivolgere al Governo e
non alla Giunta regionale che in ogni caso ha fatto il proprio dovere affidando
alla Procura di Paola gli strumenti per la propria indagine. Mi auguro che si
smetta con queste cose che non giovano a nessuno, tantomeno alla soluzione del
problema”. Greco, al contrario, ha espresso parole di ringraziamento per il
presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani che ha trasmesso al
Governo una richiesta di intervento sulla vicenda calabrese. “Mi rammarica
soltanto il fatto – ha aggiunto - che al mio intervento in Conferenza non sia
seguita nessuna presa di posizione pubblica dei presidenti di altre regioni
italiane”. Il messaggio finale. “La nave deve essere recuperata ad ogni costo –
ha concluso Silvio Greco -. Dal nostro punto di vista non è posta assolutamente
in agenda un’ipotesi diversa che non sia quella di caratterizzare e prelevare la
nave con il suo contenuto. Abbiamo chiesto e attendiamo ancora che il Governo si
faccia carico di tutto questo. Così come chiediamo al Governo, compente in
matiera, di attivare una campagna di ricerca di studio dei fondali marini
calabresi per darci la tranquillità di sapere se siamo circondati da navi dei
veleni oppure no. Questa partita deve essere chiusa e al più presto”. nale
-.Voglio ricordare all’on. Mancini che la Regione non ha alcuna competenza in
materia di rifiuti tossici radioattivi o di presenza di radionuclidi. E non
avere competenze significa che la legge non riconosce la possibilità di
intervenire e che quindi la Regione non è dotata di strumenti. Se come dice
Mancini è così facile stabilire il contenuto delle navi come mai il Governo non
è venuto a dirci se in quella nave ci sono sostanze radioattive o meno”. “E’
dunque una richiesta - ha aggiunto Greco - che l’on. Mancini doveva rivolgere al
Governo e non alla Giunta regionale che in ogni caso ha fatto il proprio dovere
affidando alla Procura di Paola gli strumenti per la propria indagine. Mi auguro
che si smetta con queste cose che non giovano a nessuno, tantomeno alla
soluzione del problema”. Greco, al contrario, ha espresso parole di
ringraziamento per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani
che ha trasmesso al Governo una richiesta di intervento sulla vicenda calabrese.
“Mi rammarica soltanto il fatto – ha aggiunto - che al mio intervento in
Conferenza non sia seguita nessuna presa di posizione pubblica dei presidenti di
altre regioni italiane”. Il messaggio finale. “La nave deve essere recuperata ad
ogni costo – ha concluso Silvio Greco -. Dal nostro punto di vista non è posta
assolutamente in agenda un’ipotesi diversa che non sia quella di caratterizzare
e prelevare la nave con il suo contenuto. Abbiamo chiesto e attendiamo ancora
che il Governo si faccia carico di tutto questo. Così come chiediamo al Governo,
compente in matiera, di attivare una campagna di ricerca di studio dei fondali
marini calabresi per darci la tranquillità di sapere se siamo circondati da navi
dei veleni oppure no. Questa partita deve essere chiusa e al più presto”.