MATRIMONIO ED UNIONI
di Paolo A. Graziano
Finalmente ce l’hanno fatta!
Anche in Inghilterra gli omosessuali possono sposarsi tra di loro.
Abbiamo visto in televisione immagini di coppie (si fa per dire) felici,
ma non è stata la stessa cosa che vedere una coppia eterosessuale, che sprigiona
affetto da tutti i pori.
A dir la verità abbiamo avuto ribrezzo, lo stesso ribrezzo che abbiamo provato
nei nostri anni giovanili, perché in quella visione tutto era repulsivo e contro
natura, perché in quel rapporto non c’è la famiglia; almeno la famiglia come la
intendiamo noi, ormai giunti alla terza età.
Eppure, anche quelle unioni procedono da motivazioni quanto mai diverse, come
l'affetto, il lucro, il desiderio sessuale, etc. e tendono a finalità diverse:
il mutuo soccorso, il soddisfacimento dell'istinto sensuale ma sicuramente non
alla procreazione
In questo caso non possiamo nemmeno parlare di una particolare forma di
concubinato che realizza un vincolo basato sulla sussistenza di una presunta
affectio maritalis, in quanto in questa specie di rapporto non si ravvisa
una unione fondata sulla natura umana, che trova il suo fondamento nel diritto
naturale e che. attraverso un progressivo affinamento perviene ad assumere una
fisionomia giuridica speciale, che si può assimilare al giusto matrimonio, che
si basa principalmente sulla capacità generativa, sul connubio, e sul consenso.
Per altro verso dobbiamo dire che il matrimonio è ben altra cosa, essendo anche
un istituto essenzialmente religioso e morale, proprio perchè trae la sua
legittimazione anche dalla religione e dalla morale. Pertanto, duplice è il
connotato di cui si compone questo istituto di grandissima rilevanza sociale: da
una parte l'elemento materiale, costituito dall'intima unione tra i due coniugi,
dall'altra l'elemento spirituale dato dalla comunione delle anime dei nubendi.
Dobbiamo ricordare che i giuristi romani avevano esattamente accolto il
concetto sociale del matrimonio trasformandolo in vero e proprio rapporto
giuridico. E' famosa la definizione del matrimonio data da Modestino: “nuptiae
sun coniunctio maris et feminae e consortium omnis vitae, divini et humani iuris
comunicatio” Ed il consortium rendeva i coniugi partecipi della stessa sorte
e condizione di diritti e di beni.
La nostra società si è consolidata sulla famiglia nata dal matrimonio. La forza
della famiglia è la forza dello stato: finché c’è una famiglia solida ci sarà
uno Stato forte. Noi siamo si un popolo religioso, ma anche un popolo libero e
per questo possiamo e dobbiamo accettare quelle situazioni di fatto che sono le
unioni eterosessuali. Si tratta di unioni alle quali manca solo l’imprimatur
dello Stato per definirle famiglie anche sotto il profilo giuridico. Infatti,
la coppia si comporta precisamente come una famiglia vera e propria, o forse
anche meglio, svolgendo con assiduità ed impegno il proprio ruolo ed educando i
figli allo stesso modo delle famiglie riconosciute. sotto il profilo
istituzionale
Auspichiamo che lo Stato provveda a regolarizzare queste unioni di fatto,
riconoscendo alle stesse almeno i diritti più importanti di cui godono le
famiglie, specialmente quelli economici e patrimoniali.