TRE MILIONI DI VOTI PER LE PRIMARIE. WALTER VELTRONI
PRIMO SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO
Roma,
15 ott. (Ign) -
Veltroni
segretario. E al voto ci sono andati oltre tre milioni di cittadini.
Questo l’esito del P-Day, il giorno che ha visto il battesimo del nuovo soggetto
politico nato dalla fusione tra Margherita e Democratici di sinistra. Secondo i
dati dopo lo spoglio del 50% delle schede,
Walter
Veltroni ha avuto il 75,6% dei voti. Poi
Rosy Bindi con
il 13,3,
Letta circa
l'11%, con
Adinolfi e
Gawronski allo 0,1%.
E se la prima
notizia con l’incoronazione del sindaco di Roma a leader del Pd era prevista,
la seconda (gli oltre tre milioni di elettori che hanno partecipato alle
primarie) è invece sorprendente anche per gli stessi organizzatori, che
avrebbero brindato già con un milione di votanti. A cose fatte, quindi, tutti
contenti: il segretario che arrivato a Piazza di Pietra, sede del comitato
elettorale del sindaco capitolino, dice:
''Già oggi
penso che siamo il primo partito italiano. Ora dobbiamo andare avanti,
c'è tanta gente che guarda a noi per sbloccare il Paese''.
E gli
organizzatori. Anche loro felici per un risultato che questo sì, non era
scontato. “Viaggiamo verso i 2 milioni e dove ci fermeremo, lo vedremo”,
aveva detto ai cronisti Maurizio Migliavacca a Santi Apostoli intorno alle 18 di
ieri sera.
Per uno dei tre coordinatori del Partito democratico l’obiettivo del milione di
preferenze apriva le porte a un grande ottimismo sull’affluenza alle primarie
del nuovo partito. Che forse nessuno immaginava battezzato da così tante schede
di cittadini italiani, disposti a fare la fila per scegliere il primo segretario
del nuovo schieramento e i suoi dirigenti. Ma il dato numerico finale, acquisito
intorno alle 21, che superava i tre milioni (3.038.000), ha dato il via a una
festa che nel quartier generale di Santi Apostoli ha dato ragione a tutti. Da
chi è stato in grado di mettere in piedi una macchina elettorale che ha permesso
di esprimersi a così tante persone, ai cinque candidati che hanno saputo portare
al voto gli italiani, convincendoli che valeva la pena scegliere in prima
persona, nonostante i tempi di antipolitica. Una festa che è durata tutta la
notte. E che ha trovato nella poco distante piazza di Pietra i primi militanti
del neonato partito salutare il primo segretario del Partito democratico.
Una festa doppia con un significato speciale: il progetto nato nella sede
dell’Ulivo trova il suo leader. Che a poca distanza dal quartier generale
prodiano raccoglie il testimone e inzia la nuova avventura del partito
democratico. Il voto per le primarie era iniziato alle 7 di mattina. In lizza
per la carica di segretario si erano presentati Mario Adinolfi, Rosy Bindi,
Piergiorgio Gawronski, Enrico Letta e Walter Veltroni.
I cittadini erano chiamati a eleggere un segretario nazionale, 2.400 componenti
dell'assemblea costituente nazionale, i segretari regionali e i 4.800 componenti
delle assemblee costituenti regionali. La previsione di un’affluenza record si
prevedeva già dai primi dati diffusi alle 11, quando i votanti avevano raggiunto
quota 630mila. “Si tratta - commentava già Migliavacca - , stando alle
proiezioni delle 11, di una partecipazione straordinaria”. Poi il dato delle 17
e quello delle 18.30. Alle cinque del pomeriggio l’affluenza toccava il milione
e mezzo di elettori: un dato “tre volte superiore il numero degli iscritti dei
due partiti promotori del Pd. Altro che antipolitica”, spiegavano da Santi
Apostoli. Alle 18.30 rilevazione non prevista, per dire che la soglia dei due
milioni di votanti era stata superata. E la decisione di tenere aperti i seggi
oltre alle 20, per consentire di entrare in cabina a chi era ancora in fila.
Fino ai dati definitivi - i tre milioni finali - che hanno trovato l’applauso
liberatorio del popolo democratico per la nascita del nuovo partito e per
salutare il nuovo segretario Walter Veltroni.