UNA BICI PER PLATI'
UNA GRANDE MANIFESTAZIONE PER I "RAGAZZI
DI PLATI'"
Presenti le massime cariche della FCI nazionale, regionale e provinciale
I giovani studenti hanno lanciato un appello ai sequestratori per la liberazione
del piccolo Tommaso.
Platì,
11 marzo 2006
La
mattinata dell’11 marzo non sarà dimenticata facilmente. Nel salone del “Parco
dell’Aspromonte”, alla presenza del sindaco Francesco Mittiga della giunta e dei
consiglieri comunali, di sindaci ed amministratori del comprensorio, dirigenti
scolastici, docenti e delle massime cariche del ciclismo italiano oltre che
Francesco Moser ed altri campioni calabresi: Giuseppe Faraca e Roberto
Sgambelluri, rappresentanti del GS di Bovalino, c’erano più di duecento
studenti della scuola media e della scuola elementare accompagnati dalla
dkirigente scolastica Isapella Paglia Mittiga, del piccolo centro aspromontano.
L’occasione è stata l’inaugurazione del Gruppo Sportivo intitolato a Lino
Mittiga, lo sfortunato giovane, morto lo scorso anno a 43 anni per un male
incurabile. La signora Antonia Sergi, presidente del sodalizio sportivo,
visibilmente emozionata, nel ringraziare tutti i presenti ha sottolineato
l’importanza per i giovani di poter socializzare grazie alla sensibilità ed
all’amore verso i giovanissimi di Platì dimostrati dal Presidente nazionale
della Federazione Ciclismo Italiano Renato Di Rocco, Demetrio Praticò Presidente
regionale del Coni, Carlo Parisi Presidente FCI di Reggio Calabria, Domenico
Sorace promotore federale FCI, Mimmo Bulzomì, Martino Giorni, giornalista, che
con grande garbo e professionalità ha presentato la manifestazione esaltando per
un verso il ciclismo "sport che appartiene al territorio, lo attraversa, lo
rivela, lo conosce, lo esporta e va dove nessun altro mezzo arriva e lì cerca di
ascoltare, capire ed agire, portando allegria, entusiasmo, diversità, risorse,
conoscenza" e per l’altro i giovanissimi di Platì che “hanno non poco ma proprio
niente ed è questa la condizione miserevole di una comunità che è stata
abbandonata dalle istituzioni.
«Una
bici per Platì» è una idea che vuole dare speranza ai ragazzi che dai cunicoli
bui si affacceranno alla luce del sole per guardare gli altri e lottare per il
progresso civile della cittadina, più volte bistrattata e punita sotto gli occhi
degli inermi fanciullio, che si porteranno dietro, per tutta la vita, le
immagini di uno Stato che fa finta di dare”. Dello stesso tema hanno parlato
Mimmo Burzomì, Mimmo Praticò, Carlo Parisi, i quali hanno evidenziato le
difficoltà in cui versano i giovani: “A Platì c’è la Chiesa, c’è la famiglia e
c’è un bar. Poi il nulla. Siamo qui per aiutare questi ragazzi, offrendo loro
una bicicletta con cui rafforzare il carattere e sviluppare l’amore verso se
stessi e verso gli altri”. Anche il parroco Don Emanuele Maggiore ha ringraziato
gli organizzatori e rivolgendosi ai ragazzi ha ricordato che “Nello sport si
vince e si perde, nella vita i buoni, i leali sono sempre vincitori, non
perdono mai”. Durante la mattinata è stato presentato il programma per il 2006
che consisterà in nove manifestazioni ciclistiche alle quali parteciperanno i
ragazzi di Platì e quelli del comprensorio”.
Grande emozione ha riservato la lettera che i ragazzi di Platì hanno indirizzato
ai sequestratori del piccolo Tommaso. A leggere l'appello, la piccola ......
figlia dello giovane ferroviere prematura,mente scomparso. «Il sequestro di
Tommaso, bimbo di appena 17 mesi, dal sorriso dolce e vispo, ha detto .........,
lascia la nazione, anzi l’intera comunità umana, in uno stato di dolore e
sconforto.
La vita degli esseri umani è sempre sacra. Ma di più lo è quella dei bambini,
che soffiono nel mondo il fiato della tenerezza e la forza dell’ingenuità.
Vogliamo essere, in queste ore di trepidazione e speranza, vicini a Tommaso,
alla madre, al padre, ai fratelli ed alla famiglia intera e desideriamo che
giunga il calore di una solidarietà che è nutrita di vero amore ed autentica
condivisione.
Noi ragazzi di Platì, nati in una terra già attraversata dal fenomeno dei
sequestri di persona e, dunque, particolarmente consapevoli della pena che la
sottrazione alla libertà ed agli affetti comporta, oggi impegnati ad avviare un
percorso di crescita personale e civile nel nome della vita e dello sport,
desideriamo fare voti perché il piccolo Tommaso possa essere restituito alla sua
famiglia ed al suo caldo letto.
Imploriamo i sequestratori perché non indugino oltre nel trattenere Tommaso e
sappiano ritrovare da subito, il filo di umanità che rende uniti e significativi
gli esseri umani.
Chiediamo pertanto che Tommaso venga lasciato libero subito che venga restituito
alle braccia della madre ed all’abbraccio del padre e del fratellino e che il
male assoluto che è stato fatto sia salvato da un gesto d’amore
responsabile».