COSA SUCCEDE ALLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA?
DALLE ELEZIONI DEL 28 E 29 MAGGIO IL PRESIDENTE MORABITO TIRA LA CORDA E NON NOMINA GLI ASSESSORI VOTATI DAGLI ELETTORI CHE LO HANNO FATTO VINCERE SUL CENTRODESTRA
16 luglio 2006
Sono
trascorsi quarantasette giorni dal 29 di maggio quando i cittadini della
provincia di Reggio Calabria hanno espresso la loro preferenza per il
centrosinistra, scegliendo tra i 32 candidati che rappresentavano i partiti
e la coalizione.
Una vittoria conseguita con larghissima maggioranza anche perché molto
rappresentativa. L'elettore ha avuto larga possibilità di scelta, conoscendo
ogni candidato, espressione del proprio territorio con il quale aveva
sottoscritto un patto di alleanza. L'UDEUR, primo partito in termini
di consensi conseguiti, assieme a ciascuno dei partiti del
centrosinistra, è stato in grado di catalizzare le aspettative di
quanti, la stragrande maggioranza, da anni attende che questo ultimo lembo
di terra calabra abbia la forza del riscatto. Ebbene, nonostante la
vittoria, nonostante i consensi, nonostante tutto di assessori non se ne
parla, anzi, se ne parla fin troppo ma di "assessori esterni". Cosa
significa? Che fine ha fatto il patto d'onore tra l'eletto e l'elettore? Se
dovesse prevalere la tesi del presidente Morabito assisteremmo ad uno
stravolgimento dei rapporti che allontanerebbe sempre più il governo della
provincia dal consenso popolare.
Di questo abbiamo parlato con il dottore Luigi Giugno, primo tra gli
eletti, dell'Udeur, rappresentante del collegio di Bovalino.
Il Presidente Morabito ha detto a chiare
note che vuole avvalersi di una Giunta composta da soli esterni. Cosa ne
pensa?
Quando parliamo di assessori patrliamo
di "esterni" qualunque sia l'orientamento del Presidente. Chi accetta
di assumere il ruolo di assessore deve dimettersi dalla carica di
consigliere. II problema però è quello di intendersi bene sulla
terminologia. Se si concretizza l'idea che nessuno degli eletti, pur
dimettendosi dalla carica di consigliere, possiede i requisiti per fare
l'assessore, si viene a realizzare un presupposto che e del tutto
inaccettabile. Basta guardare, infatti, la lista degli eletti per accorgersi
che, in questo Consiglio, esistono professionalità di primo livello ed
esperienze amministrative tali da garantire al Presidente Morabito ampie ed
articolate possibilità di sedia per mettere in piedi una forte e competente
squadra di governo. Il nostro partito ha sempre sostenuto l'idea clic debba
esserci un chiaro riconoscimento per la capacità dei partiti di allestire
liste competitive (per questo rivendica una adeguata rappresentanza in
giunta). All'interno di questa opzione, siamo convinti che debba affermarsi
un criterio di premialità accoppiato ad un principio di competenza, che veda
in prima fila l'assunzione di responsabilità da parte degli eletti Del
resto, chi accetta dì fare l'assessore si mette in discussione essendo
soggetto a verifica. In questo senso, noi dell'Udeur abbiamo ribadito al
Presidente la disponibilità a verifiche periodiche dello stato di attuazione
del programma, che sia ovviamente valevole per tutte le componenti che
partecipino all'attività dell'esecutivo, dal Presidente ad ogni assessore.
E se, comunque, il Presidente insistesse
sulla posizione già acclarata?
Una scelta di tale fatta sarebbe incomprensibile per i cittadini, che hanno stabilito un patto di fiducia e di garanzia con i candidati, poi risultati eletti. Nessuno capirebbe perché il governo provinciale dovrebbe affidato a soggetti diversi da quelli per cui hanno volato. Nel concetto stesso esiste una separazione di fatto tra consenso e governo provinciale. Se si considera poi l'effetto che potrebbe determinarsi nella nostra fascia jonica reggina dove alcuni partiti ed alcuni candidati hanno espresso alte percentuali di consenso proprio per la consuetudine ad interpretare le esigenze del territorio, sarebbe sarebbe incomprensibile per tutti la scelta di chiamare al governo della provincia personalità anche qualificale, ma che non siano in condizione; di interpretare i bisogni del territorio. Questo fatto, indebolirebbe ulteriormente il filo di fiducia che lega i cittadini alla rappresentanza politica, creando ulteriori situazioni di distacco tra la politica e la popolazione, i suoi bisogni e le sue aspettative.
Quali, secondo lei, le priorità programmatiche da affrontare?
Il primo problema, presumibilmente, è quello di assicurare che il passaggio delle deleghe dalla Regione alla Provincia avvenga senza scompensi per il territorio, e per i territori più deboli della Provincia, in particolare. L'altro aspetto e di intensificare l’iinfrastrutturazione del territorio provinciale. In tal senso và indubbiamente ribadita l'urgenza di dare attuazione al progetto di collegamento tra Bovalino e Bagnara, anche attraverso integrazioni del tracciato (come e nel caso del tratto in prossimità di Natile di Careri dove il percorso programmalo poco si concilia con le esigenze della grande quantità di piccoli proprietari terrieri che sono una ricorsa per la debole economia dell’area). Infine, và rafforzato il ruolo di coordinamento della Provincia nei diversi settori di cui si occupa ed in ragione delle deleghe che sono in corso di trasferimento, ci piace, in particolare, l'idea sostenuta da parte dell'UDEUR, di un trasferimento delle competenze in materia di forestazione all'amministrazione provinciale, in maniera da armonizzare il settore con le competenze della Provincia in materia ambientale, agricola e forestali-, Tale solo fatto, siamo sicuri, potrebbe rilanciare l'occupazione, specie quella giovanile, e ridare dignità in un comparto che potrebbe dare respiro ai tanti bisogni della popolazione provinciale. Per ultimo, la Provincia deve essere il volano del rilancio occupazionale per la popolazione nel suo insieme e per le migliaia di giovani disoccupati in particolare. E' innegabile che solo l'Amministrazione Provinciale, in una visione dinamica e moderna, può mettere insieme iniziative nel settore della Formazione professionale e dei servizi (quelli turistici, in particolare) che possano garantire la creazione di nuovi posti di lavoro.
Cosa auspica per una rapida
definizione dell'empasse che, sino ad ora, ha bloccato la nascita del nuovo
esecutivo provinciale?
Abbiamo condiviso il percorso comune al Presidente Morabito in ragione delle qualità personali e politiche dell'uomo e del suo progetto. In ragione di questo abbiamo sottoscritto un intesa formale che rappresenta la base di garanzia per tutti coloro i quali hanno rìtenuto di candidarsi sotto la bandiera dell'Unione. Se viene rispettato il percorso tracciato con quel l'accordo, ritengo che la partita si possa chiudere in tempi brevissimi. Reiterare ipotesi Fantasiose di esecutivi basati su presunti superespcrti esterni, viceversa, rischia di allungare i tempi e di indisporre molte delle componenti consiliari che dovrebbero votare scelte e programma del Presidente. Cosa, quest' ultima, che rischierebbe di sortire risultati tutt'altro che scontati.
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