La notizia è di quelle che lasciano l'amaro in bocca. La Corte
costituzionale ha pensato che uno stupro compiuto su una ragazza di quattordici
anni (lo stupro è stato commesso dal patrigno) in quanto ragazza non più
vergine, è meno grave di quello fatto ai danni di una ragazza ancora vergine.
Che il massimo vertice della giustizia statuisca questa assurdità, fa pensare
molto e ci induce a temere il peggio. Meno male che ci viene in soccorso la
dolcissima ragazza, la quale ha fatto questa dichiarazione che la riporto senza
alcun commento e con caratteri più grossi per essere meglio memorizzata:
«A me queste cose non interessano (fa
riferimento alla sentenza della Corte costituzionale ed ai grossi titoli sui
giornali), non mi sono mai interessate. Io voglio che
questi fatti non si ripetano.(...) Allora mi sono ribellata allo stupro e ora
sogno una famiglia mia. Mi fa piacere che la gente sia con me. Sono contenta di
averlo fatto anche perché nella casa dove sono stata ho visto tanta sofferenza
intorno a me. Mi sono costituita parte civile. Non ho mai chiesto soldi. Voglio
solo, e lo ripeto, che queste cose non succedano ad altri bambini».
Vogliamo parlarne di questo fatto. Mandateci una e-mail.