BOVALINO
Dall'assemblea della CISL, una speranza per i lavoratori precari. Rosita Muscatello della
CISL-ALAI,
ci parla dell'incontro  e delle prospettive dei giovani lavoratori LSU-LPU

Il problema dei precari che lavorano presso gli Enti (Comuni, Comunità Montane, Provincia, ecc.) è uno di quelli "scottanti" che a dire la verità la politica ha guardato da dieci lunghi anni in modo particolare, specialmente quando si avvicinano eventi elettorali. Non sono mancati e non mancano, uomini illuminati che hanno seguito sempre con molta attenzione e rispettosa attesa la vasta problematica che questi non più giovani precari vivono e purtroppo sono costretti a far vivere alle proprie famiglie. La maggioranza di essi, infatti, sono sposati ed hanno figli a carico. Come possono farcela? Con quale spirito la mattina partono per la "precarietà" con i bambini che debbono essere accuditi e seguiti? Con quale entusiasmo vengono affrontate le giornate che comunque sono sempre piene di responsabilità? Quale la prospettiva per ciascuno degli LPU ed LSU. Sono solo alcune delle domande alle quali più di mille persone  fino ad oggi non è riuscita a dare una concreta risposta ed attende ancora che qualche "santo" protettore riesca a smuovere le acque e metta la parola "fine", dando ad ognuno una prospettiva certa di lavoro.
A Locri, il 6 febbraio si è tenuto un congresso organizzato dalla Cisl ed al  quale hanno partecipato i maggiori responsabili del sindacato: Luigi Sbarra segretario generale,  Rosetta Raso e Domenico Serranò, responsabili provinciale ALAI, Raffaele Cagliuso responsabile zonale dell'ALAI e  Antonino De Gaetano neo assessore regionale al Lavoro. Al convegno ha partecipato anche Rosita Muscatello, rappresentante zonale del sindacato, in atto ausiliaria del traffico presso il Comune di Bovalino, la quale ci ha detto la sua circa i principali argomenti trattati durante la giornata di Lavoro che si è tenuta presso il palazzo Nieddu. "I rappresentanti della CISL hanno chiesto a gran voce la stabilizzazione dei  lavoratori precari, come già è avvenuto a Napoli, Messina, Catania e Palermo. Questo è un problema di non facile risoluzione in quanto da due anni, come è noto, vi è il blocco delle assunzione nei comuni al di sotto dei 10 mila abitanti e poi c'è l'altro problema che riguarda l'applicazione della legge 20 che sulla carta doveva favorire l'esodo volontario nelle amministrazioni, ma, in effetti, ha lasciato tutto nello stato quo ante. Fino a quando questo non si verifica, dice Rosita, sarà difficile una "sistemazione" definitiva dei precari. "E' stato chiesto l'aumento del sussidio da 400 a 1.000 euro e anche delle ore, da 20 a 36 ore settimanali, come un normale lavoratore e  la reintegrazione degli assegni familiari che da due anni, come una magia, è sparita dalla busta paga".  Per la rappresentante zonale della CISL-ALAI, tutto questo non può bastare "è necessario approvare un nuovo disciplinare, del resto già concertato con la Regione Calabria, con  il quale ci verrebbe restituita quella dignità che da dieci anni è stata calpestata. Se non fosse stato per il bisogno che ogni famiglia ha, avremmo mandato al diavolo questa precarietà, andandoci a cercare un altro lavoro che, purtroppo, non esiste. E' questo che ci pesa ancor di più, mentre chi ci governa non si interessa proprio della nostra condizione di lavoratori e di esseri umani  che hanno famiglia ed a cui manca la cittadinanza". E pensare, dice Rosita che "fino ad oggi abbiamo comunque garantito servizi indispensabili che hanno risolto problemi all'interno degli Enti dove abbiamo espletato il nostro ruolo. Abbiamo fatto di tutto, siamo stati i "tappetini" delle Amministrazioni locali. Dove hanno voluto ci hanno messo e noi siamo stati sempre disponibili ed abbiamo fatto più del nostro dovere, rispettando i datori di lavoro, i dirigenti, i funzionari, insomma .... tutti".
All'incontro ha partecipato anche l'assessore al lavoro. "De Gaetano ha dimostrato grande attenzione al problema. Lui è un giovane ed ha vissuto la precarietà. Ci ha detto che il problema è sul suo tavolo e ha già delle proposte concrete da avanzare ai Comuni: creare tavoli di concertazione tra Enti pubblici, Regioni e Governo al fine di addivenire ad una soluzione. Non è possibile, per esempio, nella fase che stiamo vivendo, poter operare assunzioni se il Governo non fa la deroga e non da' incentivi ai Comuni per affrontare economicamente la questione. Stabilizzare gli LSU e gli LPU comporta una spesa che i Comuni, da soli, non riescono assolutamente a sopportare. E' quindi necessario che se ne fa carico il Governo: monitorare tutto il comparto delle assunzioni e dell'esodo volontario o naturale in tutti gli enti, bloccando assunzioni esterne". Questo a parere di Rosita, potrebbe essere la soluzione definitiva, tutto il resto è sempre precario.

(nella foto Rosita Muscatello)