STRAGE DI DUISBUIRG. ACHILLE MARMO SCRIVE ALLA MADRE
San Luca 21 gennaio 2010
“ Cara Mamma spero che stiate tutti bene” inizia così una delle tre lettere inviate da Achille Marmo a sua madre Atonia Giorgi. Lettera inviata il 21 agosto del 2009. “Spediscimi il libro insieme al libro anche un pacco di 5 kg con ndujia, salame e formaggio misto da grattugiare e peperoncino. Non possiamo cucinare, scrive, e sto andando avanti con pomodori tonno e Simmental, mandami 100 euro, tanti saluti, tuo figlio Achille”.
in un’altra lettera spedita il 10 ottobre del 2009, Achille si lamenta delle sue condizioni di salute, “ per quanto riguarda la perizia medica, dice, non serve a nulla, mi hanno fatto già 2 visite e sono a mio favore ma se ne fregano. Per i colloqui ti faccio sapere io perché sto aspettando l’udienza di revoca del 41 bis del 20 ottobre, e dopo devo valutare se fami operare. Male che vada lo faccio a Bologna dato che mi hanno assegnato gli arresti ospedalieri, ma io sto insistendo per farmi operare a Reggio Calabria, così posso vedere e abbracciare mia figlia, dato che rischio di non camminare più. Con la salute vado sempre peggio, ho il diabete alto e ho qualche disturbo cardiaco. Il libro che mi avevi mandato mi era stato sequestrato assieme alla lettera che mi avevi mandato e io ho fatto istanza di impugnazione al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia. Ancora non hanno capito che io non devo mandare ne ricevere messaggi e non sono mai stato un mafioso e mai lo sarò”. In questa lettera è diretto e conciso, dice di non essere mafioso e manifesta soltanto la volontà di abbracciare sua figlia. Nella lettera del 19 novembre 2009 continua a parlare delle sue concioni di salute “ Con la Salute vado molto male, ho fortissimi dolori alla schiena e non riesco a dormire ne di giorno e ne di notte, ormai mi sono rassegnato, devo morire come Gesù Cristo Crocifisso innocentemente, solo che io non sono Gesù, e non risorgo, io sono uno stronzo che si sta facendo la galera degli altri. A volte mi chiedo: perché nei tribunali c’è quella scritta: la legge è uguale per tutti????la legge è solo per i fessi, morale: Sei colpevole vai a casa, sei innocente fatti la galera. Per il colloquio ti farò sapere, io sto aspettando solo di vedere e sentire mia figlia, dato che ho 1 ora al mese per il momento ho ancora soldi. Salutami tutti, tuo figlio Achille”, questa è solo parte dell’ultima lettera. Parole dure, piene di sentimento, di rabbia, di amarezza. Si parla di malagiustizia. Un uomo che si paragona a Gesù Cristo, che si reputa uno stronzo. Un uomo che ha perso la sua dignità, ma non il suo onore. La sentenza del 20 ottobre è andata male Marmo, il regime di 41 bis non gli è stato tolto, e per ora e forse per il resto della sua detenzione, dovrà continuare a vedere o sentire sua figlia soltanto una volta al mese, per un’ora. Intanto proseguono le lamentele della madre, che non smette di lottare, anche forse contro i mulini a vento..(Ferdinando Piccolo)