LA DISPERAZIONE DI ANTONIA GIORGI LA MADRE DEL GIOVANE MARCO MARMO UCCISO NMELLA STRAGE DI DUISBURG

 

San Luca, 20 gennaio 2010

“Quando mi fici ieu ci fu un gran dannu, siccau lu maru chi era lu chiu fundy e gli archeggi jvunu gridando, Nasciu la spurtunata del mondo” inizia così il suo discorso Atonia Giorgi, la madre di Marco Marmo, ragazzo di 25 anni, ucciso nella strage di Duisburg il 15 Agosto del 2007, e di Achille Marmo, che in questo momento si trova rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Parma con il 41 bis.  Carcere che accoglie nomi illustri della ‘Ndrangheta della Camorra e della Mafia, come  Francesco “Sandokan” Schiavone e il pezzo da novanta della mala calabrese, Giuseppe Morabito “u tiradrittu”. Atonia Giorgi ripercorre la sua vita, dalle origini della sua famiglia alla strage di Duisburg iniziando proprio da quando è nata, nel 1951, l’anno dell’alluvione. “ Sono nata il giorno della sfortuna” dice spesso, e questo ha  caratterizzato la mia vita, fata di lavoro e di sacrificio. Noi non siamo una famiglia mafiosa, abbiamo sempre lavorato, e con il nostro sudore ci siamo costruiti la casa”, attualmente sotto sequestro. È quasi commossa la vedova, che seduta davanti a me racconta la sua storia, la sua visione dei fatti.  “ Di lavoro si vive e di lavoro si muore, l’unico sbaglio che ho commesso con mio marito è stato quello di essere troppo onesti. Ho avuto il mio primogenito Achille il 2 novembre 1974, ricorrenza della festività dei Morti,  e ora mio figlio sta morendo in galera. L’11 luglio 1982, quando l’Italia vinceva i mondiali è nato Marco. Il mondiale è stato l’evento come lo è stata la sua morte. Pian Piano abbiamo cominciato a lavorare, aprendoci un piccolo bar, subendo furti. Se eravamo ‘ndranghetisti, perché derubavano il mio Bar?. Il 28 luglio del 1995 mio marito perse la vita a causa di un pirata della strada. Il 15 agosto del 2007 la strage porta via mio figlio marco, e il 30 agosto dello stesso anno viene arrestato mio Figlio Achille. Finisce la mia vita”. Parole piene di rabbia, con il fuoco nel cuore. Una vita di lavoro, gettata nel fuoco nell’inferno da “mala giustizia” dice la vedova. “ non sono stata nemmeno avvisata  della strage, il giorno di ferragosto lavoravo nel mio negozio quando sentii i miei figli gridare, ho pensato subito che uno dei miei nipotini fosse caduto dalle scale, poi, mi hanno detto: t’ammazzaru a figghita”. Due notti prima della strage ho sognato di vedere una persona sopra un terrazzo, vestito da monaco, e un altro armato, a terra, pronto a sparare, e io lo rimproverai, cosa hanno vi hanno fatto quei poveri innocenti?e  quello mi rispose: devo uccidere 3 persone, tra cui 1 sei tu. La persona vestita di bianco era mio figlio Marco”. Atonia Giorgi continua la sua battaglia contro lo Stato, accusandolo di malagiustizia. Suo figlio Achille  è stato arrestato a sua detta “ingiustamente”. Lei, una donna dal cuore duro che si è incatenata davanti al quirinale, che è andata alla sede Rai e che ha scritto anche una lettera al’Ansa dove si rammarica del fatto che suo figlio Achille non doveva scontare 8 anni di galera. “ Ormai da più di 2 anni  è gravemente provato, scrive la Giorgi, sia Fisicamente che psicologicamente. Io da mamma è dal mese di giugno del 2009 che non posso ne vederlo ne sentirlo, gli hanno bloccato i colloqui, invece di 4 ore al mese un unico colloquio. Mio figlio è solo destinato a Morire, non ha cure ospedaliere, Voglio Vendetta. Il 18 marzo del 2009, ricevo assieme a mia figlia Mirella un procedimento penale per il reato di cui l’articolo 416 Bis, con il sospetto che a casa mia ci sono Bunker e armi, hanno fatto  di tutta l’erba un fascio, bisogna distinguere le pecore da Montoni” si foga così Atonia Giorgi, ma si sa siamo tutti figli di mamma, e ognuno piange a Paolo suo. Di fronte alla “Mamma” siamo tutti innocenti.

.(Ferdinando Piccolo)