San Luca, catturato il boss
Giuseppe Nirta
L'uomo, nella lista dei cento
criminali più pericolosi d'Italia, era ricercato nell'ambito
dell’operazione 'Fehida', disposta dalla Dda di Reggio
Calabria dopo la strage di Duisburg dell'agosto scorso. Deve
rispondere di omicidio e associazione mafiosa. Soddisfazione
dei ministri La Russa e Maroni
Reggio
Calabria, 23 mag. - (Adnkronos/Ign) -
Giuseppe Nirta, 68 anni, latitante inserito nella
lista dei cento criminali più pericolosi d'Italia, è stato
catturato dai carabinieri del Gruppo territoriale di Locri.
L'uomo si trovava
in un appartamento di San Luca, comune
sull'Aspromonte noto per i fatti di sangue culminati con la
strage di Duisburg. Si era reso irreperibile
nell'agosto scorso, quando proprio in seguito alla strage la
Dda di Reggio Calabria ha disposto l'operazione 'Fehida'.Nirta è ritenuto il capo della cosca omonima alleata con la famiglia Strangio e contrapposta ai Pelle-Vottari. Deve rispondere dei reati di omicidio e associazione mafiosa.
Il "più vivo compiacimento per la brillante operazione" è stato espresso dal ministro della Difesa Ignazio La Russa al comandante dell'Arma dei Carabinieri, generale Gianfranco Siazzu. Per il capo di Palazzo Baracchini, "questo importante successo è di buon auspicio e di incoraggiamento per i calabresi e per tutti i cittadini italiani che guardano con fiducia alla fermezza dello Stato per il ristabilimento di condizioni di sicurezza, di civiltà e di benessere"
Soddisfazione anche da parte del ministro dell'Interno Roberto Maroni, che a sua volta si è congratulato con il generale Siazzu.
''Continua la liberazione della Calabria. L'attacco ai clan di San Luca che da mesi si sta conducendo e che oggi ha portato all'arresto del superlatitante Giuseppe Nirta e' un segnale importante per la regione. Dimostra che lo Stato ha deciso di fare lo Stato e che non intende lasciare territori infeudati alle cosche''. E' quanto ha detto il presidente della regione Calabria Agazio Loiero, dopo avere appreso dell'arresto del boss calabrese incluso dei cento latitanti piu' pericolosi.
''Bisogna complimentarsi - ha aggiunto Loiero - con magistrati e forze dell'ordine per l'impegno profuso nella lotta alla 'ndrangheta. San Luca, dove ci sono persone che incominciano a ribellarsi a un'atavica e umiliante situazione, e' diventata purtroppo la metafora del potere mafioso in Calabria per cui come presidente della Regione sono grato ai Carabinieri e a tutti coloro che hanno contribuito a un'operazione cosi' importante''.
''Quest'operazione - ha aggiunto il presidente Loiero - conferma il grande impegno che si registra da tempo in Calabria sul fronte del ripristino della legalita'. Le forze dell'ordine e la Magistratura stanno svolgendo un compito straordinario, senza precedenti. A quanti si impegnano e rischiano la loro vita ogni giorno, i calabresi onesti dicono grazie, perche' aiutano a sconfiggere un male profondo che impone alla nostra gente un pregiudizio antico e umiliante''.