E' MORTO PER ARRESTO CARDIACO ALL'OSPEDALE DI LOCRI ANTONIO PELLE IL BOSS DI SAN LUCA
Bovalino, 4 novembre 2009
Antonio Pelle, detto “’Ntoni Gambazza” aveva raggiunto Bovalino, dove risiedeva, nel pomeriggio del 3 novembre, a seguito del differimento dell’esecuzione della pena, su richiesta dei difensori Lorenzo Gatto e Salvatore Staiano, e su provvedimento del magistrato di sorveglianza, in quanto gravemente ammalato. Ci ritornava dopo l’arresto effettuato dai Carabinieri del Ros di Reggio Calabria che erano riusciti a scovarlo in una stanza dell’Ospedale civile di Polistena, il 12 giugno scorso, ricoverato per un’ernia strozzata. Da quel giorno la vita di Antonio Pelle è stata appesa ad un filo, gravemente ammalato, è rimasto sempre allettato e quindi per questa circostanza era stato scarcerato. Ha avuto il tempo di abbracciare sua moglie, i figli, poi, stanco, si è addormentato. In mattinata la moglie che lo ha assistito senza mai andare a letto, si è accorta che perdeva respiro. Ha allertato i figli, anche questi già svegli e subito dopo c’è stata la corsa in ospedale. Vano il tentativo dei sanitari del pronto soccorso di rianimarlo. Antonio Pelle era morto arresto cardiocircolatorio.
Arrestato il 12 giugno scorso dagli uomini del tenente colonnello Valerio Giardina dei Ros di Reggio Calabria, agli ordini del generale Giampaolo Ganzer, coordinati dal procuratore Giuseppe Pignatone e seguite dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri, Antonio Pelle era stato inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno dei trenta latitanti più pericolosi ed era ricercato fin dal 2000 dopo una condanna definitiva a 26 di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico internazionale di armi e stupefacenti