SAN LUCA RICORDA IL BRIGADIERE TRIPODI UCCISO IN UN AGGUATO

San Luca 9 febbraio 2010

Si è svolta ieri a San Luca la commemorazione per l’uccisione del brigadiere Carmine Tripodi. Sono le dieci del mattino quando, di fronte ad una Chiesa gremita di ragazzi provenienti da tutte le scuole della Calabria, il vescovo  Monsignor Morosini inizia a concelebrare assieme al parroco di San Luca e rettore del Santuario di Polsi, Don Pino Strangio, la santa messa. Una messa interminabile, tra canti di lode e  un sentito disprezzo per quello che si andava a commemorare. La morte di un brigadiere, ucciso perché faceva il suo mestiere. Durante la lunga omelia, Morosini ha cercato di puntualizzare sull’importanza di questa giornata, la giornata della memoria di San Luca. “ Sulla base del ricordo noi costruiamo il futuro, perché la vita è solo un passaggio, e noi dobbiamo cercare di lasciare una immagine indelebile del nostro passaggio. Con l’uccisione del brigadiere si è  realizzata la Pasqua in lui. Lui che si chiedeva di eliminare, perché era di intralcio. Era scomodo. Tanti si domandano chi glielo ha fatto fare?. Ricordando Carmine Tripodi noi ricordiamo il suo sacrificio”. Parole dure quelle del vescovo, lui che sa sempre arrivare al centro del nostro cuore. E infatti lui ha fatto centro, in quei piccoli cuori dei ragazzi che attenti seguivano la cerimonia. Ragazzi troppo giovani per capire la crudeltà dell’uomo, forse solo sfortunati di essere nati in  un contesto difficile come quello sanluchese. La giornata è proseguita con una lenta processione fino alla piazza  Carmine Tripodi, sottostante la caserma dei carabinieri, dove si è svolto un minuto di silenzio, e la sistemazione della corona di alloro donata dal comando dei carabinieri, di fronte al monumento ai caduti. La commemorazione si è conclusa nel punto dove il brigadiere è stato ferocemente ucciso. In quelle 2 curve dove una mezzo busto bronzeo raffigurante Tripodi, ricorda l’accaduto. Un nuovo silenzio e poi un lenzuolo giallo che lento svela una lapide donata dal comune di San Luca assieme ad una corona di alloro, un lungo applauso e una lenta commozione da parte dei tanti carabinieri presenti. Fine della commemorazione. Presenti ieri le istituzioni militari civili e religiose, presente anche l’intera amministrazione comunale, la fondazione Corrado Alvaro al completo e anche l’associazione il nostro tempo e la speranza che ha come presidente l’avvocato Giuseppe Strangio. Una giornata della memoria per la rinascita di San Luca. Una San luca che rinasce giorno dopo giorno attraverso anche le parole del Magistrato Armando Lancuba titolare dell’inchiesta sul sequestro dell’ingegnere napoletano Caro De Feo. ”Ci sentimmo Fantasmi che accompagnavano un morto”. Quasi a dire Lo Stato dove era quando il brigadiere è stato ucciso?. Resta il ricordo e la  certezza che nessuno ha pagato. Forse la rabbia. (Ferdinando Piccolo)