A MARGINE DELL'INCONTRO SULLA LEGALITA' ORGANIZZATO DAL PRESIDE DELLA SCUOLA MEDIA DI BOVALINO (1)
Quando i ragazzi partecipano ad incontri o discutono in classe con i propri insegnanti di argomenti importanti che attengono a valori universali quali la vita, la famiglia, la legalità, la pace, la solidarietà, l'amore, ecc...fa bene sperare ed è giusto amplificare la notizia non perché affetti da narcisismo sofferente di solitudine, ma perché i nostri figli possano diventare migliori di noi.
Parlare
di legalità, quindi, in un contesto sociale molto particolare e così fortemente
caratterizzato da atteggiamenti e comportamenti irriguardosi ed irrispettosi
della legge è non solo doveroso ma imprescindibile per la crescita di questa
generazione che continua ad avere negli atteggiamenti e nei comportamenti dei
"grandi" non sempre il meglio.
Quando le notizie di questo tipo di incontri arrivano alle orecchie di un giornalista che quasi tutti i giorni scrive su "Il Quotidiano" ed è Direttore responsabile del giornale on line IL PAESE, si può star ben certi che il resoconto è assicurato ed il commento garantito ed amplificato.
Quando il relatore, poi, è un uomo che difende i deboli, mette a repentaglio la propria vita per servire lo Stato (magistrato, Pubblica Sicurezza, Guardia di Finanza, ecc.)e per lo Stato servire i cittadini, ci si sente maggiormente impegnati per parlare delle cose buone proposte e fatte.
Quando, infine, il relatore è un "Benemerito", nel senso che appartiene alla benemerita Arma dei Carabinieri, il giornalista, in questo caso io, non può che essere intimamente soddisfatto e se volete anche «partigianamente» soddisfatto. Sono infatti figlio di un maresciallo della Benemerita, ho un nipote giovanissimo che è Carabiniere e quindi non solo vi è l'orgoglio dell'appartenenza, ma anche la stima e la riconoscenza per quello che l'Arma ha rappresentato e rappresenta nella società.
Detto questo, però una
considerazione va fatta e questa volta il destinatario è il preside della
scuola.
Al maresciallo Luciano Gimbri, (ho letto il resoconto dell'incontro su altro
quotidiano e mia figlia Carmela che frequenta la seconda classe me ne ha parlato
a pranzo), il 22 febbraio ho dato personalmente indicazioni per entrare nella
Scuola, essendo l'ingresso centrale interdetto al pubblico. Pensavo che andasse
a scuola per parlare con il Preside o con qualcuno dei dipendenti o docenti.
Considerata la stima che ho nei suoi riguardi, del resto ricambiata, immagino
cosa avrà pensato vedendo altri giornalisti nel salone gremito di ragazzi e non
me. Proprio io che, nella qualità di Dirigente dell'UNLA la sera del 22 febbraio
presso la sala della Parrocchia di Bovalino "Padre Costante", alla presenta di
oltre settanta persone, ho presentato il progetto "Incontrarsi", elaborato
dal Centro di Cultura per l'Educazione Permanente di Bovalino ed approvato dalla
Regione Calabria Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, ed il
film: "Alla luce del sole"
del regista Roberto Faenza. La sera del 22 febbraio anche noi abbiamo discusso
di legalità, di mafia, di problemi sociali che attengono ai giovani. Ho curato
il dibattito assieme a suor Carolina che conobbe e lavorò assieme a Don Pino
Puglisi, vittima della mafia. Ho lavorato in prima trasportando a forza di
braccia l'attrezzatura nonostante i miei tre by pass.
Complimenti maresciallo Gimbri per la bella lezione che avete fatto ai nostri ragazzi e complimenti ai ragazzi ed ai docenti per aver posto domande intelligenti alle quali intelligentemente e in modo comprensivo avete risposto. Le scuse per non essere stato presente ve le faccio ugualmente mentre vi auguro di cuore buon lavoro e buona permanenza a Bovalino.
(Nella fotografia il maresciallo Luciano Gimbri)
Domenico Agostini