Ciao Toni’,
non ho avuto il piacere di conoscerti di persona. I nostri sono stati incontri professionali: mi telefonavi per ricordarmi dell’impegno casalingo della Bovalinese e mi davi indicazioni sul "pezzo" che sarebbe apparso il giorno dopo. Eri così “cosendino” che dentro di me è scoppiata una simpatia naturale e particolare. Io che da giovanissimo avevo trascorso tanti anni a Sant’Agata d’Esaro, Diamante, Corigliano e nel 1972 a Cosenza, risentire la simpatia che la tua voce sprigionava a tutto campo, mi dava respiro e mi faceva ricordare i luoghi in cui sono cresciuto; ti sentivo più che un amico e un collega, un fratello. Hai voluto sapere chi fossi, cosa facessi nella vita e perché girovagassi in quei luoghi bellissimi della provincia di Cosenza … Sei stato un amico ed hai dato spazio anche alle mie lamentele su alcuni fatti che riguardavano l’attività di cronista. Ti ho parlato delle mie disavventure al cuore ed ogni volta mi chiedevi della mia salute. “L’operazione è andata benissimo, vado forte con i miei tre by pass ma quello che conta è che non fumo più”, ti dicevo, e tu mi davi più forza, mi facevi sentire meglio.
Se hai toccato il cuore di una persona che non ti conosceva fisicamente, immagino quanta tristezza ci sarà nei cuori dei tuoi familiari, ai quali porgo condoglianze vivissime, ed in quelli dei tuoi amici con i quali ultimi hai condiviso la stanza, il fumo, il respiro, le ansie dei pomeriggi frenetici per l’appuntamento con gli sportivi di tutta la Regione. Ciao Antonio Catera, ci conosceremo nell’altra vita. Per ora ti saluto. Tu non diventerai mai vecchio ed una tua foto posta sulla tua lapide sorriderà a tutti coloro che ti passeranno davanti. Mimmo Agostini