VOGLIA DI POESIA
l'Unla di Bovalino inaugura il Festival della poesia:il glauco mare e il verde Aspromonte
Appuntamento per la fine di agosto 2006

 

Bovalino 17 luglio 2006

Da una idea di Filomena Cataldo, giovane laureata in lettere classiche all’Università degli studi di Siena, docente di latino e greco, bovalinese per discendenza materna, nasce “Voglia di poesia”, un progetto che per un verso intende coinvolgere le scuole del territorio della Comunità Montana nel prossimo anno scolastico e per l’altro organizzare un concorso nazionale, a cadenza annuale, per concretizzarsi in un festival in piazza, durante l’estate. L’anteprima è stata fissata nei primi giorni del prossimo agosto con il titolo: “Voglia di poesia: il glauco mare e il verde Aspromonte” e si svolgerà nella piazza Camillo Costanzo nel contesto del ricco programma “Bovalino insieme 2006” che vede insieme Amministrazione Comunale, Enti, Associazioni Culturali, pro Loco e Comitati.

L’idea di un festival della parola è nuova e potrebbe lasciare un po’ perplessi ma non è dello stesso parere il Presidente dell’UNLA Saverio Avveduto che, nel farla propria, ha sostenuto. “In Italia, leggere in pubblico le poesie prende piede con lentezza. La poesia, si sa, è una ricerca di se stessi e quindi non può essere divagazione, intrattenimento, divertimento. Noi vogliamo fare un tentativo, già perfezionato in molte parti del mondo. Nei paesi del Medio Oriente e nell’Oriente, per esempio,  i festival di poesie sono abbastanza frequenti. Nel mondo occidentale, soprattutto in California e Canada, la gente segue con interesse i “fatti poetici” così  come nell’Europa settentrionale l’amore per la poesia è abbastanza alto. Noi tenteremo questo approccio e lo facciamo coinvolgendo i quindici comuni della Comunità Montana”. “La poesia, continua Avveduto, è un rapporto tra chi legge ed il poeta che ha affidato alla parola scritta il proprio pensiero. C’è poi un passaggio che ritengo molto importante ed è quando tra i due, il poeta e il lettore, si frappone una “voce” esterna. Ebbene, quella voce è capace di creare atmosfere particolari perché si instaura un feeling particolarissimo tra “voce” e chi ascolta. Noi, addirittura, nell’idea della nostra giovane collaboratrice Cataldo,  aggiungeremo i fattori “pubblico” e “palcoscenico”. Il risultato? Se all’idea aggiungiamo la capacità selettiva della Cataldo e la fantasia creativa e organizzativa del Dirigente del centro di Bovalino, il risultato potete star certi che sarà senz’altro positivo”.

Ma come si è giunti a perfezionare l’idea della “Voglia di poesia”? Per Filomena Cataldo l’idea è maturata dalla constatazione che “in generale si legge poco e con poca consapevolezza, o forse perché non ci si trova più bene nella limitatezza dell’io, assuefatti come siamo dallo scorrere incessante del tempo e delle scoperte. La funzione linguistica e la funzione civile devono accompagnarsi alla funzione estetica intesa nel senso del piacere della lettura, della manipolazione del linguaggio, dell’educazione alla creatività, dell’apertura verso le esperienze umane trasmesse dai testi e questo lo si può fare sia leggendo in assoluto silenzio e contemplazione sia ascoltando una voce che sappia dare il tono del tempo non inteso come spazio ma come battito del cuore del poeta che scandisce ora l’entusiasmo, ora la meditazione, ora la sofferenza, ora la sola espressività del suono che proviene da una sensazione, da una  emozione, comunque  da una verità, sempre sofferta. Vogliamo, ha concluso la Cataldo che questa idea, per quanto riguarda la scuola “diventi un grande laboratorio di lettura, per gettare le basi per un iter costruttivo di apprendimento/sviluppo; e per quanto riguarda, invece, il rapporto pubblico-palcoscenico si allarghi ad un concorso nazionale, nel quale la gioia di esprimere in versi le emozioni investa anche temi di rilevanza sociale, la mafia, la droga, la pace. Queste emozioni, ha concluso Cataldo, saranno via via elicitate da una “traccia””che per il 2007 ancora non abbiamo deciso, ma che di anno in anno sarà sempre diversa e motivata, tesa, soprattutto, a formare una coscienza civile e democratica”.