TRAFORO
DELLO ZILLASTRO
Interviene Francesco Cutugno candidato alla provincia
Bovalino, 23 maggio 2006
“Ogni
volta che il corno annuncia l’imminenza di elezioni: comunali, provinciali,
regionali o nazionali, il coro diretto da vari “maestri di musica” inizia il
canto della Zillastreide”.
Francesco Cutugno, giornalista, candidato nel partito “Destre Sociali Unite per
la Calabria” ha la sua idea precisa sui tempi di attuazione dell’opera.
“Sono quarant’anni che si parla del traforo e, certamente, quarant’anni fa,
avrebbe avuto un senso chiaro e rappresentato il decollo di questa zona di per
sé povera. Tutti, purtroppo, sono testimoni di come è andata a finire: del
traforo hanno imposto la parola fine per venti anni dopo gli studi
dell’ingegnere Brath e si è fatto di tutto per non parlarne durante i lavori
della trasversale “Rosarno-Marina di Gioiosa Jonica.Subito dopo gli anni ’80,
dopo l’inaugurazione di un’opera che costò tanti morti, i grandi orchestratori
hanno dato fuoco alle micce per riprendere il discorso interrotto. Nel Terzo
Millennio si ha il coraggio di parlare di un’opera che costa fior di miliardi di
euro e non risolve seriamente il problema dell’occupazione e del rilancio
turistico della zona”.
Francesco Cutugno è una fiumara che trascina e rimuove dalle due sponde tutto
quello che trova. “Continuiamo ad essere poveri e continueremo a movimentare
turismo per poveri: Bovalino, Benestare, Platì, Careri, Santa Cristina, Scido….
I pochi benestanti verranno sul nostro territorio marino, compreranno qualche
casa a pochi euro, trascorreranno le serate per gustarsi una pizza, una birra o
un gelato. Questo non è turismo, non è benessere. Debbono finirla di portare
progetti che servono a riempire momentaneamente la bocca. Abbiamo bisogno di
opere infrastrutturali serie”. Sembra un buon inizio per il giovane giornalista,
già consigliere comunale e sempre propositivo quando si tratta di pensare
seriamente per il proprio paese. “Sono candidato con Lillo Manti Presidente ma
non mi sento proprio “legato” da un patto. Sono libero di pensare e di agire,
nel rispetto degli altri e della coalizione della quale faccio parte . Certo,
occorre il confronto, il dialogo ma una cosa è la discussione e la verifica,
un’altra la supina accondiscendenza sulle idee espresse dagli altri. Per questo
io già mi tengo avanti rispetto ad altri sulla necessità dell’opera. Voglio
parlare però seriamente di autostrada, perché è l’autostrada l’infrastruttura
necessaria, urgente, senza la quale non vi può essere rilancio sociale e
culturale della zona. Su questo piano si ragiona insieme. Chi pensa al traforo
come un “contentino”, rispondo che di questi “regalucci” ne abbiamo avuto tanti
e sono costati migliaia di miliardi finiti in tasca di pochi, in barba
all’operaio: Quinto Centro siderurgico, centrale a carbone mentre la
Salerno-Reggio Calabria si sgretolava giorno dopo giorno”.
Se i nostri amici consiglieri provinciali, regionali, nazionali ma anche i
consiglieri comunali di tutta la zona, anziché discutere delle solite cose che
determinano interventi a pioggia ed inutili, facciano fronte comune coinvolgano
il governo. Anzi, dato che i “ragazzi di Locri” hanno ascolto in tutta l’Italia,
si facciano portatori delle istanze della Locride fra cui quella della richiesta
dell’Autostrada Reggio-Taranto; si impegnino a marciare, scrivendo striscioni
con la scritta, per esempio, “Lavoro e Legalità”, “Vogliamo l’Autostrada”
“Chiediamo infrastrutture” Nessuna crescita senza l’Autostrada”, oppure gridino
che qui non c’è la ferrovia, che ci hanno tolto anche la linea diretta per il
nord. E’ impensabile che da Lamezia a Bovalino ci si impieghi 4-5 ore di treno.
Queste sono assurdità, mentre si parla di Ponte sullo stretto. Qui, nella
Locride, soffriamo queste condizioni assurde. Io mi impegnerò affinché non solo
possano cambiare ma si possa iniziare un nuovo modo di pensare per costruire
insieme il nostro futuro; altrimenti non ha senso essere candidati ed
eventualmente eletti”.
Domenico Agostini