NAVE DEI VELENI. SI
RIBELLANO I CALABRESI
Peppe Crupi
(Ansa)
AMANTEA (Cosenza) - «Basta veleni. Riprendiamoci la vita»: uno slogan chiaro che
ha riunito migliaia di persone ad Amantea, nonostante la pioggia. I manifestanti
hanno invaso il centro della cittadina tirrenica calabrese formando un lungo
serpentone aperto dallo striscione del «Comitato civico Natale De Grazia per non
dimenticare», che ha promosso l'iniziativa. In mezzo a bandiere, gonfaloni e
striscioni, i manifestanti, tra cui molti studenti, hanno manifestato la loro
rabbia e il loro bisogno di verità sulla vicenda della «nave dei veleni» il cui
relitto è stato trovato al largo di Cetraro e delle scorie radioattive ad Aiello
Calabro e Crotone che mettono a repentaglio, hanno sostenuto, la salute e
l'economia di interi territori.
INSURREZIONE PACIFICA - «No a Calabria pattumiera» e «le scorie portatele in
Parlamento» sono le scritte che campeggiavano su due degli striscioni innalzati
dalle persone che hanno partecipato alla protesta. In prima linea le
organizzazioni ambientaliste Legambiente e Wwf, con una riproduzione in
cartapesta di una delle navi dei veleni inabissata nel mare calabrese. In piazza
anche i pescatori del litorale tirrenico, la cui economia è stata messa a dura
prova dalla vicenda. Il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha
partecipato alla manifestazione, ha parlato di «legalità violentata», sostenendo
che «occorre lavorare per risvegliare le coscienze. Il silenzio e l'omertà sono
atteggiamenti mafiosi». Ferma la presa di posizione anche da parte del
presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, secondo il quale «la
manifestazione di Amantea è importante perché dimostra che qui in Calabria c'è
la coscienza di quanto questo territorio sia stato bistrattato. Assistiamo qui -
ha aggiunto - a un'insurrezione popolare pacifica anche perché siamo in presenza
di un'emergenza inedita».
(Ap)
PRESTIGIACOMO - Ma il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, parla di
«irresponsabile speculazione politica che pezzi della sinistra stanno conducendo
sul caso della cosiddetta 'nave dei veleni' in Calabria». «Siamo davanti ad una
situazione complessa - spiega il ministro - con ipotesi di inquinamento sulla
terraferma e un relitto non ancora identificato, ad oltre 400 metri di
profondità, che si teme possa contenere rifiuti inquinanti o radioattivi e che è
al centro di una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Credo che
dinanzi ad una realtà di tale problematicità la politica debba mostrare
responsabilità e capacità di intervento». «Nell'ultimo mese - prosegue la
Prestigiacomo - c'è stato chi ha lavorato per innescare un clima di paura e di
protesta, chi si è esercitato nel fare l'amministratore di lotta e di governo,
trattando al mattino col Governo e condividendo le scelte adottate, e correndo
un minuto dopo a dichiarare, mentendo scientemente, che il Governo non fa
niente, organizzando manifestazioni e spedizioni, seminando terrore e furore nel
tentativo di lucrare elettoralmente sulla paura dei calabresi».
24 ottobre 2009