LE DICHIARAZIONI DEL DIRIGENTE VINCENZO FEDERICO
Bovalino, 22 febbraio 2006
Le
considerazioni che hanno sotteso all’incontro tra la Bovalinese e lo Scalea,
giocata la scorsa domenica e terminato per 3 a 1 a favore degli ospiti e gli
sviluppi causati da atteggiamenti ed azioni che hanno richiesto l’intervento
delle forze dell’ordine, sono motivo di riflessione da parte di quanti hanno a
cuore la sorte delle proprie squadre, anche a seguito della rilettura dei
resoconti dei corrispondenti che, per le modalità in cui si sono svolti fatti,
sono finiti sulla pagina della “cronaca”.
Sulla scorta di quanto a nostra conoscenza e da quanto è potuto emergere dalle
indagini da parte degli inquirenti che comunque sui fatti mantengono il più
comprensibile silenzio (quattro denunce a piede libero sono state già
comminate), abbiamo tentato di raccontare i fatti accaduti dopo un quarto d’ora
dalla fine dell’incontro, mentre le squadre, l’arbitro, gli assistenti erano nei
propri spogliatoi e qualche dirigente e tecnico di ambo le squadra esprimeva
giudizi sulla partita affidando il commento ad una radio ed una televisione
private. Questa la situazione al termine della gara. Tutto quindi,
apparentemente, era normale. Qualcosa però sarà successo se c’è stato un
parapiglia con feriti da parte di calciatori, pubblico e forze dell’ordine,
fatte accorrere dai presidi di Siderno e Brancaleone dal Commissario Fabio
Catalano di Bovalino per sedare una rissa che diventava via via sempre più
pericolosa.
”Il comportamento della dirigenza è stato ineccepibile nei riguardi di tutti e
sotto ogni aspetto. Anche se nel campo qualche giocatore dello Scalea non si è
comportato bene, entrando, questo si, come un buldozer su Carrà ed arrecandogli
danni alla gamba, noi della dirigenza ed i tecnici presenti, parlo anche
dell’allenatore Maurizio Panarello e di altri dirigenti presenti, abbiamo
cercato in tutti i modi di non fagocitare la squadra ed il pubblico, ed alla
fine della partita, come si è visto anche dalla fotografia pubblicata sul
giornale “Il Quotidiano”, ci siamo presi cura dei giocatori dello Scalea,
accompagnandoli fino agli spogliatoi”. Chi parla è uno dei dirigenti della
Bovalinese il dott. Enzo Federico, medico sociale che ha puntualizzato: “La
frase scritta «in assenza del presidente non doveva accadere proprio nulla né
per colpa dei giocatori, né per colpa della dirigenza, né per colpa dei boys»
non risponde a verità perché, come già detto sono stati i nostri giocatori ad
essere stati maltrattati nel campo e il comportamento dei dirigenti presenti,
indipendentemente dall’assenza del nostro Presidente Giovanni Ferrigno, è stato,
lo ripeto ineccepibile anche perché la storia calcistica di Bovalino non ha mai
e sottolineo mai, visto un dirigente comportarsi in maniera cattiva nei riguardi
degli ospiti. Il pugno in faccia al nostro giocatore Pelle glielo ha sganciato
un giocatore dello Scalea. Pelle gli stava ricordando soltanto che nel campo
aveva giocato con molto impeto e causato danni al suo compagno di gioco Carrà.
La reazione del giocatore dello Scalea è stata sproporzionata ed i suoi compagni
non hanno fatto assolutamente nulla per far moderare i toni. Da qui con ogni
probabilità è scoccata la scintilla. Quando ce ne siamo accorti, ma eravamo
tutti fuori, abbiamo dato l’anima per sedare gli animi”.
Una brutta storia da dimenticare e che dovrà far meditare tutti affinché il
calcio continui ad essere prevalentemente sport e che l’agonismo è parte
integrante di qualunque sport. Quello che non deve venire meno è il rispetto per
l’uomo.
Domenico Agostini