MANCA IL CAMPO DA GIOCO. PROTESTA LA SOCIETA' BOVALINO CALCIO A 5

Bovalino, 31 ottobre 2009

 

«La creazione della Società di calcio a 5 è stata soprattutto incoraggiata dal voler creare un centro di aggregazione sociale e sportiva, infatti le prime cose che ho chiesto ai calciatori incontrati prima di qualsiasi altra informazione tecnico/tattica fatta dal mister sono state:  la loro propensione al divertimento e il rispetto per le persone e delle regole, perché all’interno della società e della squadra prima che calciatori ci devono essere uomini, le partite ogni settimana devono essere un appuntamento per le famiglie, il nostro obiettivo è quello di portare le famiglie e soprattutto i bambini ad appassionarsi a questo sport. Confidiamo tantissimo nell’apporto e nel calore del pubblico, ha concluso Scordino,  che invitiamo sin d’ora a partecipare alla vita Sociale della Squadra, perché vogliamo essere tra la gente e della gente, il cittadino si deve sentire parte attiva, vogliamo essere motivo di orgoglio per tutto il paese». A parlare nell’aprile del 2008 era il Presidente della società Vincenzo Scordino, il quale, come tutti i giovani, crede nel valore dello sport, quello vero e sano che è portatore di valori forti che fanno crescere.

A distanza di un anno, dopo sacrifici enormi per portare avanti una società, nell’attesa che la politica si attivi per creare delle strutture adeguate dove i giovani possano impiegare il tempo libero e fare sport, il presidente lancia un appello accorato: “Ci sembra dignitoso per una squadra che porta il nome “Bovalino Calcio a 5” avere la possibilità di disputare gli allenamenti e la partita settimanale in un impianto sportivo, degno di questo nome, e non migrare ogni sera in stradei buie, campi privati e via Marina. Dimostriamo per una volta che i giovani sono più forti dell’indifferenza totale dei politici. Siamo di Bovalino e giochiamo per Bovalino”. Non è un grido che anticipa la competizione elettorale del 2010 (alcuni, su face book, e non solo, hanno palesemente inveito contro l’Amministrazione comunale) ma l’onesta, sincera dei dirigenti è la riaffermazione che quando in un paese mancano strutture educative e sportive adeguate, il paese è povero e la gente deve andare fuori, “scappare” alla ricerca di altri lidi. E a Bovalino mancano tante cose anche se da tempo si parla del palatenda finanziato interamente dall’Amministrazione provinciale grazie soprattutto all’impegno del consigliere provinciale Luigi Giugno, ma ancora i lavori non sono stati iniziati. Si parla anche di un centro sportivo polifunzionale anche questo con finanziamenti già assegnati, ma ancora si discute sul sito dove far sorgere la struttura e probabilmente di altre pastoie burocratiche. Le cose si debbono fare, farle bene e presto, lo grida il buon senso, lo pretendono migliaia di giovani che non hanno impianti dove incontrarsi e socializzare. Il sindaco Zappavigna è l’unico responsabile che deve dare una risposta adeguata ed immediata non solo alla società sportiva, non solo ai giovani che reclamano maggiore attenzione, ma alla popolazione intera, indipendentemente dalle elezioni che si terranno il 28 marzo del prossimo anno