DOMENICO MAFRICA PROCURATORE SPORTIVO CI PARLA DELLA SUA PROFESSIONE E DEL RUOLO DEI GIOVANI NEL CALCIO

 

Roma, 26 gennaio 2010

Diciamoci la verità, a chi, appassionato di calcio, non piacerebbe un giorno  curare gli interessi di Pato, Gattuso, Buffon….?. Essere il diretto protagonista della contrattazione di questi campioni?  Queste sono prerogative di un Procuratore che, però, non vuol dire solo questo. C’è molto di più. Domenico Mafrica, calabrese della Locride trapiantato da molti anni a Roma, è uno dei procuratori che rappresenta con dignità la categoria dei procuratori sportivi con il suo staff: Salvatore Scalia, i Nicola Maiorino, Vittorio Pastore e mia figlia Yana.

In che cosa consiste la tua attività?

E’ una vera e propria consulenza per un calciatore che ha talento, un manager che va alla ricerca del del miglior contratto professionale. E’ una sorta di alter ego del calciatore: cura i trasferimenti, ma si occupa della sua posizione fiscale, pubblicitaria, assicurativa, ecc.
E’ una professione a tutti gli effetti, quindi.

Da giovane, con il calcio nel sangue, ho militato, come portiere nel settore giovanile della “Rapid Reggio”, poi ho giocato in serie D nel Crotone, dopo qualche anno a causa di un infortunio sono tornato a Reggio Calabria, militando nella Villese in Promozione, ma l’infortunio mi ha costretto a lasciare lo sport. Ho continuato gli studi ed ho intrapreso l’attività nel ramo finanziario per una società tedesca, diventando Manager. Mi mancava qualcosa, però: il calcio. Ho mollato tutto iniziando una nuova attività quella di procuratore-manager. Sei anni di attività dura ma anche di grandi soddisfazioni per le procure di Rodrigues Cesar ex Inter, Lazio, Raffaele Del Sorbo ex Torino, Vincenzo Zinna al Gossau, ex Altach, Marco Pepe Ex Juve Stabia, ex Ravenna. Fabio Klingler al Gossau.

Come incomincia il rapporto tra un procuratore e il suo assistito?

Oggi, per la verità, vige una sorta di eccesso di “procuratorismo” anche per i giovani, direi quasi bambini: sembra che sia obbligatorio avere il procuratore e sono spesso loro che si offrono. Però io credo che il buon procuratore debba saper distinguere e, siccome poi il successo del suo lavoro è determinato dallacaratura tecnica del “giovanotto” che si ha in procura, di solito guardarsi dalle

offerte è meglio, anche se può costare respingerle, perché un domani si

potrebbero rivelare più i mal di testa che le soddisfazioni. Quindi un procuratore deve

sapere individuare il giovane di talento, andare a cercarlo e proporsi. Talvolta la fortuna o la sfortuna di un calciatore dipendono dai genitori specie quando si è minorenni.

Si spieghi meglio.

L’equilibrio eccellente è che genitore, calciatore e procuratore abbiano ognuno il proprio ruolo. Succede però che qualche genitore si fa prendere dalla sindrome di  “procuratorismo” ed in questo caso  per il calciatore è la fine.

Come si arriva a stipulare un contratto tra il suo assistito e la società che è interessata?

Beh, praticamente alla scrivania, almeno io ho fatto così!

In pratica si valuta dove l’assistito avrebbe interesse di andare, si prende contatto con quella squadra e si comincia con gli addetti ai lavori, cioè i Direttori Sportivi o Presidenti, a valutare se la posizione del proprio assistito interessa.

Poi, se il giocatore è in scadenza di contratto allora la decisione è tutta sua, nel senso che non ci sono limitazioni alla sua mobilità e deciderai con lui perché secondo regolamento è il calciatore che detta le direttive per il migliore espletamento del mandato, deciderà dove andare.
Se invece ha un contratto, si coinvolgerà la società titolare del cartellino che discuterà questo aspetto fondamentale che è appunto il prezzo dello stesso.

Il calcio italiano è quasi tutto “straniero” con tutti i difetti che questa scelta comporta. Non c’è spazio per i giovani italiani?

E’ certamente una scelta coraggiosa lavorare sui giovani in quanto bisogna avere pazienza e sapere attendere anche perché i risultati non si possono avere nell’immediato. Per valorizzare il calcio giovanile lo scorso anno, in Calabria, precisamente a Capo Vaticano, ho organizzato uno stage di sei giorni, un evento straordinario chiamato “Regalati un Sogno” rivolto a giovani calciatori di tutta Italia invitando osservatori di Società blasonate: Bari, Juventus, Napoli, Udinese, Brescia, Padova, e qualche Società di lega PRO. Naturalmente l’obiettivo era quello di valorizzare i giovani e con somma soddisfazione hanno “spiccato il volo” verso Società professionistiche: Gabriele Loccisano, al Bari. Francesco Marra, al Brescia. Loris Cannizzaro al Carpenedolo. Salvatore Papasergio alla Pro Vercelli. Giuseppe Di Muccio, al Carpenedolo.

Qual’è il contratto che le ha dato maggior soddisfazione?

Molti  Ma se devo esser sincero, la più grande soddisfazione lo avuta con Gabriele Loccisano, al Bari, portiere di Locri (Rc) che era con il Presidente Matarrese che è un osso duro….. beh, ma ricorrendo a delle clausole particolari, con un po’ di fantasia, riuscimmo a chiudere il contratto. Poi ho avuto la fortuna di far altri contratti importanti, però a livello di soddisfazione è il contratto del quale sono più felice.

(Nella foto Domenico Mafrica)