AMAREZZA PER LA MORTE ANNUNCIATA DELLA
PALLACANESTRO FEMMINILE DI BOVALINO

DI ANTONELLA D'AGOSTINO

 

Chiusura anticipata di campionato di serie B.
Il collegamento di mercoledì scorso, 12 aprile, al sito di reggioacanestro ha buttato sconforto e indignazione sulla struttura attiva della RTJ, su quella passiva forse un po’ di sollievo per la chiusura anticipata del campionato (meno impegni ai quali venire meno). Si riporta testualmente quanto riportato sull’articolo settimanale del sito reggino, in modo che a tutti i lettori sia chiaro chi è la RTJ per il panorama federale:

“ Si prospetta infuocatissimo il playoff 2006 della B femminile. Forfait federale per il Bovalino, che seppur quarto classificato (differenza canestri positiva sull’Indomita) ha visto revocata dalla Fip questa classificazione. Le ioniche pagano le non partecipazione ai campionati giovanili e terminano prematuramente il campionato”.

In queste quattro righe di testo si racchiude la morte annunciata della pallacanestro femminile a Bovalino. Si, perché per quanto possa sembrare scandaloso che una società sportiva venga penalizzata per la mancanza di giovani arruolati (la media delle giocatrici che hanno condotto questo campionato è di anni 30) la cosa più scandalosa è che è la seconda volta di seguito che ciò accade. Lo scorso aprile  2005 l’amarezza è stata la stessa. Ma perché è successo di nuovo? Forse ce la si può anche prendere con la FIP che, pensa un po’, pretende che le società sportive abbiano un vivaio di giovani che sgambettano sui campi di basket della provincia, ma magari qualcuno potrebbe ridere! E allora no, la colpa è di chi non ha voluto o non ha saputo andare a presentarsi ai giovani bovalinesi per dire: “ volete giocare a basket!”. E quei giovani avrebbero detto sì, perché avrebbero sicuramente preferito giocare con la maglietta del Bovalino piuttosto che con quella del Locri, come effettivamente hanno fatto negli ultimi anni. Ma a parte questo, lo sconcerto è delle giocatrici e dell’allenatore. Le prime, trentenni, sposate con figli, con professioni avviate o da avviare, hanno ceduto anche quest’anno al richiamo del cuore e dopo la delusione dello scorso hanno, eliminate ai playoff per lo stesso motivo, hanno detto sì e hanno sostenuto il campionato con le mille difficoltà che si sono  a volte raccontate, hanno lasciato pranzi di famiglia domenicali, sorbendo magari brontolii di suocere e mamme…ultima in ordine di tempo la domenica delle palme che aveva in programma la trasferta a Lamezia… a proposito si è vinto  ma ormai che importa....Il secondo, Giuseppe Lizzi, fin da ragazzo ha vissuto lo sport a Bovalino nelle sue mille sfaccettature (chi può dire il contrario?), sempre in prima linea a sostenere le sane attività sociali e, ancora una volta, quest’anno si è avventurato con la fiducia che sarebbe stato diverso dall’ultimo campionato, ma in meglio non in peggio come poi è stato! perchè sono tutti scesi in campo? Sì è vero che la pallacanestro è una passione, che il divertimento è di chi la vive, ma il motivo vero è un altro. Si è sperato che quest’anno qualcosa sarebbe cambiato, si è sperato che i sacrifici servissero a fare da traino per le nuove leve, si dovevano guidare le giovani verso i loro campionati, perché ormai, a livello personale, si aveva dato e avuto. Non funziona, l’allenatore Lizzi ci aveva creduto anch’egli, ma non funziona! Questo sistema di affrontare lo sport andrebbe denunciato alle autorità morali della società perché è un delitto. Ce la si vuole  prendere con l’amministrazione, con la mancanza di strutture? Dispiace ma neanche questo si può più fare, non dopo che si stanno avviando i lavori per la palestra del Liceo Scientifico e non dopo che il Preside della Scuola Media ha dato la possibilità di usufruire della palestra per gli allenamenti. Dispiace ma non si hanno scuse e in quanto alle responsabilità non c’è bisogno di sottolinearle perché anche un bambino di tre anni, nella sua breve vita, ha già capito che in una qualsiasi società ci sono le figure che devono rispondere in prima persona. Quindi non si  aggiunge altro. Solo che le ragazze sono arrabbiate e deluse, che l’allenatore non crede più in questa società e quindi il futuro potrebbe non riguardare più questa componente attiva della RTJ. L’altra componente risolverà sicuramente anche senza di loro, ma non sarà più sport, o almeno non si avrà la continuità che si voleva creare, sarà quello che si crederà di fare. Anche nei numeri non si può trovare appiglio. Sì perché avere nella compagine giocatrici di spicco a livello nazionale che, come detto altre volte, hanno disputato campionati di A2 e A1 (Billi, D’Agostino MT, Marcellino) non mette in dubbio lo splendore della squadra, anche se in effetti è stato uno splendore opacizzato dalle mille vicissitudini, ultima in ordine di tempo l’eliminazione dalla Billi, che meriterebbe un discussione a parte,…ma in effetti non era necessario che andasse a giocare, che serve una giocatrice di serie A nel campionato? Può tranquillamente starsene a casa. In ultima analisi si riporta un importante risultato che andrebbe manifestato per il paese: abbiamo la migliore marcatrice del campionato D’Agostino Maria Teresa la quale ha mantenuto per tutto il campionato le più alte posizioni della classifica marcatrici fino a ritrovarsi in vetta a fine campionato. E’ un risultato importante ma in realtà è più una riconferma visto che è il secondo primato consecutivo e il terzo degli ultimi anni. Anche questo risultato lascia l’amaro in bocca, perché se all’età di 33 anni,  la D’Agostino ha brillato in campo non dimenticandosi mai di lottare neanche per un secondo e dando valore ad ogni singolo canestro come se fosse il sempre il più importante da realizzare, e se l’impegno delle altre non è stato da meno, per passione tecnica e dedizione immaginiamo quello che si poteva dare come esempio e sprone a tante giovani ragazze…A quando più la realizzazione di questo sogno? Ma poi era veramente un sogno o semplicemente un obbiettivo facilmente realizzabile ma per niente perseguito dalla amministrazione societaria? Le domande sono tante le risposte non arrivano ma il risultato è uno solo: è finita! La RTJ non potrà più contare sulla speranzosa fiducia di chi ha attivamente e nonostante tutto partecipato agli ultimi campionati. Probabilmente ce la farà con altre risorse, troverà altre giocatrici di spessore e altri allenatori brillanti ma qualcosa si è spezzato. Dispiace, soprattutto adesso che la piccola mascotte sta iniziando a fare i primi palleggi e a realizzare i suoi primi canestri. Si prende ad esempio proprio lei non perché sia la figlia dell’allenatore e della giocatrice D’Agostino MT, ma perché è semplicemente una delle tante bambine di Bovalino che potrebbe prepararsi già per il campionato di minibasket.  La pallacanestro prende l’interesse dei giovani, anche più del calcio. Basta fare una passeggiata sul lungomare per vedere la vita che c’è intorno al campetto di basket, e per avere qualche rammarico in più su quello che si poteva fare.

Bovalino 20 aprile 2006