REALTA' CULTURALI SENZA IMMAGINI TELEVISIVE MA CON QUELLE DEI NOSTRI

FRATELLI IMMIGRATI. UNA LEZIONE MORALE DELL'UNLA DI BOVALINO

BOVALINO 28 gennaio 2012

Trovare tanti extracomunitari in una sola struttura culturale non è facile, ma all’UNLA di Bovalino di spazio ce n’è tanto e in due aule ed un corridoio attrezzato, e  collaboratori disponibili e pieni di voglia di rendersi utili per chi desidera apprendere la nostra lingua ed integrarsi con gli abitanti di Bovalino e della Locride, è possibile fare cultura ma anche accoglienza e alfabetizzazione. Tutto gratuitamente, senza un solo euro di sostegno da parte delle istituzioni preposte (Regione e Provincia). Il Comune di Bovalino ha messo a disposizione dell’UNLA e di altre Associazioni benemerite come la Croce Rossa, l’Unitalsi ed altre ancora,  una struttura ubicata al centro della città, accollandosi la spesa dell’energia elettrica e dell’acqua potabile, dove l’UNLA riesce ad effettuare anche il servizio di lettura e di biblioteca. Un grande aiuto che viene ricambiato dall’Ente con attività giornaliere e con programmi mirati quali: presentazione di libri, meeting cinematografici, alfabetizzazione degli immigrati, raccolta audio-video di memorie storiche del territorio. Il Presidente dell’Ente onorevole Vitaliano Gemelli, da tre anni alla guida dell’Ente morale, non affonda il coltello nella piaga: “Siamo un Ente no profit e riceviamo direttamente dallo Stato un contributo complessivo destinato al sostegno dei 53  Centri di Cultura per l’Educazione Permanente sparsi in tutta Italia. Una somma irrisoria che trasferiamo in equa misura a tutti, non sufficienti però alla loro sopravvivenza: 1.032 euro per un anno e piccole somme aggiuntivi per progetti particolarmente impegnativi. E’ solo grazie ai Comuni e ad altre istituzioni locali che possiamo realizzare progetti e programmi indirizzati all’educazione permanente. A Bovalino, come in altri comuni della Calabria dove i Centri sono più numerosi (10 ripartiti in cinque province) e dove la presenza degli immigrati è più numerosa ed anche etnicamente diversa (indiani, afgani, pakistani, russi, ucraini, rumeni, bulgari e senegalesi) il lavoro dei Centri è veramente encomiabile sotto il profilo professionale ma anche e principalmente per lo spirito di sacrificio che anima gli operatori culturali, tutti volontari. Se poi si pensa che in quasi tutti i Centri esiste una biblioteca ed una videoteca, si capisce facilmente quanto sia importante la presenza delle nostre strutture in territori particolari come la terra locridea e calabra in generale”. Senza contributi però è difficile rapportarsi con l’utenza. “I Dirigenti dei Centri, dice Gemelli, sono dei veri operatori culturali ma spesso cadono in depressione proprio per l’assenza delle Istituzioni nel “soccorrere” chi continua volontariamente e gratuitamente a rendersi disponibili con il prossimo. Gli albi regionali, per esempio, vengono effettuati sulla base di documentazione cartacea o multimediale che ciascuna Associazione trasmette e non, come dovrebbe avvenire, con visite appropriate e finalizzate all’individuazione dei soggetti che sul territorio operano effettivamente.  Un Centro che è anche biblioteca di interesse locale, deve essere tenuto presente. Mettere a disposizione dell’utenza libri, giornali e computer dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 di tutti i giorni feriali, con regolamento di Biblioteca e carta di servizio, diventa un vero e proprio impegno diretto al pubblico e non si possono quindi effettuare tagli o addirittura cancellazione di realtà culturali locali importanti per la democrazia Fucine di legalità e di integrazione tra le diverse etnie, queste sono le nostre strutture ed allora uno “sguardo” da parte della Regione e della Provincia  ma anche della Prefettura è non solo auspicabile ma direi necessario”. Considerazioni coraggiose e  forti quelle dell’onorevole Gemelli che da buon calabrese (è nato a Catanzaro e la mamma abita nel capoluogo calabrese) ama la propria terra e vorrebbe vederla migliore e più propositiva attraverso le istituzioni locali che debbono fare la propria parte attraverso uno sguardo rivolto alla crescita morale, culturale, politica delle popolazioni che se monitorate a dovere si traducono in crescita sociale ed economica.