SHOAH
27 GENNAIO
LA GIORNATA DELLA MEMORIA
appunti per ricordare
La Repubblica italiana, con la
legge del 20 luglio 2000, ha riconosciuto il giorno 27 gennaio data
dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giornata della memoria, per
ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebreo), la persecuzione italiana di
cittadini ebrei, ma anche gli italiani che hanno subito la deportazione, la
prigionia e, nella maggior parte dei casi, anche la morte.
Il 27 gennaio serve a ricordare anche tutti coloro che, a rischio della propria
vita, hanno salvato altre vite.
In questa data in tutta l'Italia, vengono organizzati incontri e momenti
commemorativi. Alcuni di coloro che furono protagonisti dell'orrore dei campi di
sterminio nazista raccontano quanto hanno vissuto, anche se ricordare costa
comunque tanta sofferenza. (...)
LE
PARTIGIANE CATTOLICHE
La presenza e il ruolo delle donne nella Resistenza è stato fondamentale,
secondo l'onorevole Tina Anselmi che nella prefazione al bel volume di
interviste di Luisa Bellina e Maria Teresa Sega, Tra la città di Dio e la
città dell'uomo,. Donne cattoliche nella Resistenza Veneta (2004), scrive:
«La donna cattolica è stata chiamata al dovere di una presenza per acceleratre
la fine della guerra. Ha vissuto la scelta resistenziale come un impegno per la
libertà, come una presenza di pace anche se ha fatto azioni di guerra» (...)
(Messaggero di sant'Antonio, 1224, anno 108, gennaio 2006, pag. 28)
Art. 1
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2
1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
UNA POESIA DI PRIMO LEVI
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Se questo è un uomo |
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Considerate se questo è un uomo
Considerate se questa è una donna,
Meditate che questo è stato:
Coricandovi alzandovi; Primo Levi |
Durante la seconda guerra mondiale, a Ferramonti di Tarsia, in Calabria,
venne installato dal regime fascista il più grande campo di
concentramento italiano. Oltre duemila persone (prevalentemente ebrei
stranieri) furono costrette a vivere per lunghi anni in novantadue
baracche sistemate in una valle paludosa ed afflitta dalla malaria. Ma
qui, contro le stesse intenzioni persecutorie del regime, si realizzò un
significativo rapporto di solidarietà tra la popolazione locale e gli
internati e tra le varie etnie di questi ultimi.Il messaggio di comunanza tra genti diverse, i valori dell'antifascismo e l'implicito "no al razzismo" che derivano da questa vicenda storica sono stati raccolti e riaffermati dalla "Fondazione internazionale 'Ferramonti di Tarsia' per l'amicizia tra i popoli" (aderente all'Insmli, tel. e fax 0984-32377) che, nell'area del campo di concentramento (recentemente dichiarata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali "di interesse particolarmente importante") ha costituito il "Centro studi sull'internamento fascista e la persecuzione politico-razziale". e-mail: info@fondazioneferramonti.it |